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NON C’E’ PEGGIOR SORDO DI CHI NON VOGLIA SENTIRE

17 Mar

picture1Ma perchè abbiamo tante difficoltà ad ascoltare? Da bambini combattiamo per conquistare la visibilità davanti agli adulti, siamo in preda alle nostre manie di protagonismo. Se necessario urliamo per avere l’attenzione che riteniamo necessaria. Non ci preoccupiamo di certo di prestare ascolto.  Culturalmente si è sempre associato il monologare ad essere attivi, ad avere il potere della conversazione. E l’ascoltare ad una posizione di subordinazione ed inferiorità sociale. Questa concezione si cala perfettamente in una logica competitiva.

NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO!  Come notava Hemingway: “la maggior parte non ascolta mai”. E come racconta un detto: Dio ci ha dotato di due orecchie ed una sola bocca ci sarà un motivo.

La grandissima parte delle persone non vede l’ora di mitragliarci con i suoi racconti, di vomitarci addosso tonnellate di parole. E l’interlocutore si sente travolto perchè a sua volta vorrebbe raccontare, raccontare. La comunicazione non  funziona così poichè si da il caso che esiste anche il mondo dell’altro, e che la vera realizzazione della comunicazione consiste nell’entrare nel mondo dell’altro.

Consideriamo che l’arte dell’ascolto cominci in primo luogo nel distaccarci dal nostro egocentrismo innato e nel concentrarci nell’altro ed in ciò che vuole comunicarci.  L’ascolto attivo sottointende una forte intenzione in particolare non verbale di prestare attenzione alla comunicazione dell’altro. E’ quello che qualcuno chiama ascolto incantato che ha risultati sorprendenti in termini di riconoscimento sociale.

L’ascolto incantato ed attivo è come se fosse una lunga azione al rallentatore che comprende quattro atti:  a) fermiamoci, b)ascoltiamo, c)comprendiamo, d) parliamo. Teniamo a bada il nostro impulso nel voler rispondere di getto, teniamo a bada il nostro dispettoso ego.

Come sostiene Covey non si è mai ricevuto addestramento all’ascolto, ma allo stesso tempo le tecniche risulterebbero artifciose, per cui diamo spazio a noi stessi ed alla nostra autenticità. L’empatia, ossia la capacità di entrare nei sentimenti e nelle emozioni altrui ,non si costruisce ma si impara in maniera naturale.

Concludo con questa bellissima frase di S. Covey, grandissimo consulente aziendale: ” nell’ascolto empatico ascoltate con le orecchie, ma anche e questo è anche più importante con gli occhi e con il cuore”.

A presto

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