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MA PERCHE’ PROPRIO A ME PARTE III

07 Giu

 

sudato

 

Cari amici continuiamo la saga del perchè proprio a me che tanto successo ha riscosso.

Diversi anni fa, quando ancora ero impelagato nella fase ma perchè proprio a me, mi imbattei in un importante gruppo immobiliare che si occupava di intermediazione.  Iniziai una collaborazione come consulente commerciale, esperienza durissima e fruttuosa. Naturalmente sono in grado di definirla fruttuosa oggi sulla via della illuminazione interiore, allora mi sembrava semplicemente una disgrazia. Quant’è lontano quel personaggio dal me stesso di oggi.

Una delle pratiche dell’azienda era quella di fare una riunione fiume il giovedì sera dalle otto serali ad oltranza.  Noi venditori lavoravamo praticamente tutti i giorni della settimana, anche la domenica, fino alla sera alle sette. La stanchezza ci divorava. Quindi non era esattamente nel migliore degli animi che mi recavo a queste riunioni. Che poi a pensarci bene non erano vere e proprie riunioni: ma torture psicologiche.  NON C’ERA NULLA DI MOTIVANTE IN QUESTE RIUNIONI. Non c’era un apprezzamento sincero del lavoro svolto. Non c’era una sola gratificazione. Gli argomenti erano scarni e poveri e non organizzati. Ciascun venditore doveva mettere in piazza lo score della settimana e la cosa poteva anche lasciare strascichi dal punto di vista psicologico. Mi ricordo ancora la sensazione che avevo quando dopo una settimana completamente a secco di vendite mi recavo alla riunione torturante. MI VERGOGNAVO e con un filo di voce facevo il resoconto del mio risultato. UMILIANTE! Era in buona sostanza una gogna! 

PERCHE TUTTO QUESTO?

Non so rispondere al perchè, non so quanto ci fosse la mala fede e quanto la buona. Sta di fatto che io continuavo ogni santo giorno a chiedermi ma perchè proprio a me? come mai sono così sfortunato? E nel frattempo imparavo! SI IMPARAVO..

  • IMPARAVO CHE LE RIUNIONI VANNO INDETTE QUANDO SI HA QUALCOSA DI IMPORTANTE DA DIRSI
  • CHE DEVONO ESSERE BREVI
  • CHE NON SERVONO A TORTURARE I COLLABORATORI
  • CHE SERVONO A MOTIVARE I COLLABORATORI
  • CHE VANNO PIANIFICATE CON ATTENZIONE E RIEMPITE DI CONTENUTI
  • CHE DEVONO AVERE UN ORARIO DI INIZIO ED UNO DI  TERMINE
  • CHE VA TENUTA IN CONSIDERAZIONE LA SOGLIA DI ATTENZIONE
  • CHE LE RIUNIONI VANNO COORDINATE DA PERSONE PREPARATE
  • CHE NON BISOGNA MAI RIPRENDERE UN COLABORATORE INNANZI  AGLI ALTRI

Quindi ancora una volta mi sbagliavo ancora e di grosso.

Ogni esperienza, anche quella che sembra più disperante, contiene il seme di un insegnamento.

Con il cuore

Luigi

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