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UN ESEMPIO DI EMPATIA

21 Mag

Un esempio di empatia

Quando avevo quindici anni, decisi di mollare Exeter una delle scuole più prestigiose del Paese, nel bel mezzo del penultimo anno. Ora che ripenso a quel punto di svolta nella mia vita, rimango sorpreso della grazia che mi ha dato il coraggio di farlo.

Non soltanto stavo abbandonando una scuola prestigiosa contro il parere dei miei genitori, ma stavo rinunciando a percorrere la strada lastricata d’oro che era stata preparata per me. A malapena cosciente della portata di ciò che stavo facendo, avevo compiuto il mio primo, enorme passo al di fuori della mia cultura. Quella cultura d’elite era ciò di cui ci si aspettava una persona aspirasse a far parte, e io la stavo buttando via. E dove sarei andato? Mi stavo gettando con determinazione verso l’ignoto. Ero talmente terrorizzato che ritenni di dover sentire il parere di qualcuno degli insegnanti della Exeter, prima di rendere definitiva una decisione così spaventosa. Ma con chi avrei parlato?

Il primo possibile candidato che mi venne in mente fu il mio tutor. Ci eravamo a malapena rivolti la parola per due anni e mezzo,ma aveva la fama di essere una persona gentile e premurosa.

Un secondo ovvio candidato era il vecchio e burbero preside della scuola, notoriamente adorato da decine di migliaia di allievi.

Tuttavia pensavo che tre fosse un bel numero tondo, e la terza scelta fu più difficile. Alla fine cadde sul Signor Linch, il mio insegnante di matematica, più giovane degli altri due.

Scelsi lui non perché avessimo una qualunque relazione, né perché avesse l’aria di essere particolarmente cordiale(infatti, lo trovavo un personaggio piuttosto freddo, il tipico matematico), ma perché aveva fama di essere il genio del corpo docente. Aveva lavorato allo sviluppo di qualche modello matematico per il Manhattan Project e pensai che avrei fatto meglio a sottoporre il mio dilemma ad un  genio.

Andai comunque prima dal mio tutor. Mi lasciò parlare per un paio di minuti e poi, gentilmente, mi interruppe.

“ E’ vero qui alla Exeter stai ottenendo risultati mediocri, ma non va così male, non rischi la bocciatura. Sarebbe meglio per te diplomarti in scuola rinomata come la Exeter con dei voti mediocri, che diplomarti con ottimi voti in scuola mediocre. E poi il tuo curriculum ne soffrirebbe, se tu decidessi di cambiare scuola così, a metà del corso di studi. Inoltre, sono certo che i tuoi genitori ne sarebbero piuttosto turbati, quindi perché non rimani e non cerchi di fare del tuo meglio?”. Poi andai dal vecchio berbero. Mi lasciò parlare per trenta second. “Exeter è la scuola migliore del mondo”, m’interruppe brusco. “E’ proprio un sciocchezza, quella che hai mente. Vedi invece di darti da fare giovanotto!”

Sentendomi sempre, andai a parlare con il signor Linch. Lasciò che mi sfogassi: non ci vollero più di cinque minuti. Poi disse che non aveva capito bene e mi chiese di parlargli ancora della Exeter, della mia famiglia, di Dio (già mi chiede addirittura il permesso di parlare di Dio):qualsiasi cosa che mi venisse in mente. E così parlai per altri dieci minuti: non male per un quindicenne depresso e taciturno. Quando ebbi finito, mi chiese se mi dispiaceva rispondere ad alcune sue domande. Grato di tutta questa considerazione da parte di un adulto, risposi: “No certo che no” e mji fece un sacco di domande.

Finalmente, dopo tre quarti d’ora buoni quello che sarebbe dovuto essere il freddo ed insensibile matematico si appoggiò allo schienale della sedia con un’espressione sofferta in volto e mi disse: “mi dispiace. Non ti posso aiutare. Non ho nessun consiglio per te” e poi proseguì: “ si per una persona è impossibile mettersi completamente nei panni di un’altra. Ma per quel che riesco a mettermi nei tuoi panni e sono felice di non esserci per davvero, non so cosa farei se fossi in te.

Quindi vedi non so proprio come consigliarti. Mi dispiace di non poterti essere di aiuto.”

Ed è possibile che quell’uomo mi abbia salvato la vita e che io sia qui oggi a scrivere queste pagine grazie al signor Lynch. Perché, quando entrai nel suo ufficio quella mattina di 40 anni fa, ero sull’orlo del suicidio e quando ne uscii mi sentivo come se mi avessero tolto un peso da una tonnellata  dalla schiena perché se un genio non sapeva cosa fare allora era normale che neanche io sapessi cosa fare. E se stavo prendendo in considerazione una possibilità che agli occhi del mondo sembrava talmente assurda e un genio non era in grado di assicurarmi che era chiaramente e ovviamente un’idiozia, beh allora, forse, era qualcosa che Dio mi chiamava a fare.

Perciò fu quell’uomo senza risposte o soluzioni belle e pronte che non sapeva cosa fare e che fu disposto a svuotarsi, fu lui a darmi l’aiuto di cui avevo bisogno. Fu quell’uomo che mi ascoltò che mi dedicò il suo tempo, che cercò di mettersi nei miei panni, che si impegnò al massimo, sacrificandosi per me, che mi amò. E fu quell’uomo a guarirmi. Fu uno straordinario gesto di civiltà e cortesia.

 Peck M.S.

Voglia di bene

Parlerò di empatia e vicinanza tra gli esseri umani in questa occasione vieni ti aspetto:

SEMINARIO GRATUITO

COMUNICAZIONE AD ALTO IMPATTO

Nelle relazioni, con te stesso, in pubblico

Io non posso diventare me stesso senza le altre persone

Carl Jung

Relatori: Luigi Miano e Fabrizio Boschetti

Giovedì 3 Giugno

Tre argomenti determinanti in tre aree fondamentali della nostra vita.

Nelle relazioni

  • Come è possibile ispirare sempre fiducia negli altri ed abbattere mura di diffidenza ed indifferenza?

Creare “somiglianza” con gli altri (rispecchiamento), vi aiuterà a percepire le loro emozioni, ispirare fiducia incondizionata ed apertura.

Obiettivo relazioni vincenti!

 

In pubblico

  • Come esprimervi liberamente davanti agli altri, vincendo i nemici numero uno: l’ansia, la paura e la timidezza?

Diventerete “padroni” dei vostri pensieri e dei vostri stati d’animo attraverso tecniche molto potenti.

 

Con voi stessi

  • Conoscete le convinzioni che vi ostacolano nella vita e nei rapporti interpersonali?

Un “percorso” fondamentale per conquistare definitivamente la libertà di scegliere, selezionando le convinzioni utili per voi.

Il seminario avrà un impatto estremamente pratico e divertente, privilegiando la sperimentazione ed il gioco alla parte teorica.

 Il programma del seminario:

Giovedì ore 17:00 – 20:00

–         I simili o gli opposti si attraggono?

–         La gestione della paura e dell’ansia nella comunicazione in pubblico

–         Il potere di creare qualsiasi cosa nella tua vita: le credenze

Luigi Miano 39 anni, laureato in giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica istituzionale, Communication Coach. Pnl Master Pratictioner attestato presso NLP ITALY (la scuola di Richard Bandler). Formatosi con i più grandi trainer a livello nazionale ed internazionale: Anthony Robbins, Alessio Roberti, Owen Fitzpatrick, Max Formisano. Fondatore e trainer dell’Associazione L & B Training.

Fabrizio Boschetti, 37 anni, si occupa da moltissimi anni di vendita e gestione delle risorse umane. Da 10 anni studioso ed esperto nelle aree della comunicazione efficace e della crescita personale. Ha partecipato a decine di seminari e corsi condotti dai migliori trainer italiani e stranieri (R. Galasso, M. Formisano, A. Di Priamo, M. Damioli, A. Robbins). Master specialistico di formazione formatori presso una delle migliori scuole nazionali. Fondatore e trainer dell’Associazione L & B Training.

 

Informazioni

Il seminario è totalmente gratuito. Chi desidera iscriversi è pregato di prenotarsi presso la segreteria dell’Associazione Manipura .

Associazione per il benessere del corpo e della mente Via Nomentana 248 – 00162 Roma tel. 06.86391867 – 349.8702672 • www.manipuraram.com email:info@manipuraram.it

 

 

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