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FIDARSI E’ BENE?

24 Mag

Da diverse settimane ragiono su uno dei temi più dibattuto negli ultimi decenni ed oggi quanto più attuale: quello della fiducia negli altri.

Sono convinto che questo sia uno dei temi centrali della nostra epoca, e proprio su questo si giocherà gran parte dei nostri destini.

Vi faccio una prima domanda: secondo voi oggi possiamo permetterci di non avere fiducia? Oggi in una situazione di instabilità economica, sociale, spirituale, politica, possiamo ritenere il tema della  fiducia superfluo?

Qualcuno potrebbe ritenere questo argomento superato, romantico, robba d’altri tempi ormai trita e ritrita. Io sono del parere esattamente all’opposto.

E’ ormai un dato acquisito che questa società oggi si fondi sulla paura. Moltissimi messaggi dei media creno instabilità, insicurezza, senso di precarietà, paura. Ci sentiamo minacciati da tutte le parti ed abbiamo la necessità di individuare un nemico. L’extracomunitario, il gay, il diverso etc…Poi scopriamo che il maggior tasso di violenze si consuma dentro le nostre case. Il nostro nemico nelle famiglie? Il nostro nemico noi stessi? Forse…

Può una società fondata sulla paura avere un futuro? Può una società in cui c’è una dilagante indifferenza e diffidenza superare una crisi economica che non ha precedenti nella storia?

Se è vero che qualcuno sostiene che questa sia la civiltà dell’empatia (James Refkin) e che questo viene individuato come antitodo alla crisi economica e non solo.

Se è vero che il sistema della rete internet ha dimostrato grandissima solidarietà e comunanza di fronte ai disastri naturali (vedi Haiti).

Se è vero che nelle nuove generazioni, tra i giovani il valore più richiesto è quello dell’amicizia (amicizia autentica, disinteressata sia chiaro) e che in generale le persone mettono al primo posto la qualità delle relazioni.

Allora c’è qualcosa di diverso da quello che ci raccontano i media, c’è una esigenza di fratellanza negli esseri umani. C’è ancora del buono…

Leggevo oggi le risposte ad una domanda su yahoo: “ti fidi  degli altri e se non ti fidi da cosa dipense?”.  La gran parte rispondeva: “ho ricevuto una coltellata, ho ricevuto un tradimento etc… ed allora non posso più fidarmi degli altri”.

Ma ti rendi conto che se non ti fidi degli altri, gli altri non possono fidarsi di te? E’ questione di attitudini e di atteggiamenti mentali. Di questo passo si va verso l’isolamento, la solitudine, l’anestesia emotiva…

Significa trascorrere una esistenza nella rinuncia all’amore, all’amicizia.

Ma noi siamo fatti per amare, per stare con gli altri, per nutrire sentimenti di fratellanza!

Diversi studi ci mostrano un cinismo dell’essere umano rispetto agli estranei, essi hanno bisogno di argomentazioni a favore dell’affidabilità dell’altro. Questo significa che quando noi incontriamo persone che non conosciamo abbiamo bisogno di dati oggettivi a favore della loro affidabilità. Significa costruire un mondo di rapporti ideali, virtuali. In questo modo si rinuncia all’esperienza come cartina di tornasole.

Allora va bene l’incontro attraverso dei match computerizzati in cui inseriamo tutti i nostri dati e verifichiamo la compatibilità.

Ok che tristezza però! Ridurre i rapporti interpersonali, le relazioni a dati statistici e matematici.

Possiamo uscire da questo appiattimento emotivo che va bene solo ai nostri governanti? Possiamo uscire dalle prigioni emotive che noi ci siamo creati?

Io sono molto fiducioso, possiamo!

Parlerò di questo e di altro in occasione di:

Seminario gratuito:

COMUNICAZIONE AD ALTO IMPATTO

Nelle relazioni, con te stesso, in pubblico

Mi piacerebbe che partecipassi anche tu.

Info:

Associazione per il benessere del corpo e della mente Via Nomentana 248 – 00162 Roma tel. 06.86391867 – 349.8702672 • www.manipuraram.com email:info@manipuraram.it

Ci sarà un dialogo aperto, un dibattito continuo.

Credo che il tema valga la pena non credi?

Con il cuore

Luigi

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Una risposta a “FIDARSI E’ BENE?

  1. marina

    28 maggio 2010 at 6:10 PM

    la fiducia sta nella sfera della speranza che è il contrario di disperazione, è un sentire che si ottiene con la conoscenza di noi stessi e quando appare è talmente radicata nel nostro cuore che rimane intoccabile dall’esterno. Le paure che non permettono alla fiducia di mostrarsi sono paure primordiali di sopravvivenza, paura dell’altro, paura dello sconosciuto e lo sconosciuto più vicino ed importante per ciascuno di noi siamo noi stessi. Avere fiducia significa essere sicuri di noi, non avere più paura dell’altro, significa soprattutto sapere che qualsiasi cosa ti accade per mano altrui non è un tuo problema ma è sempre un problema dell’altro. In questo modo l’ombra della speranza ( per dirla alla Jung ) che è la disperazione si illumina e la fiducia si manifesta. Sempre con il cuore Marina

     

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