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IL TALENTO? CHE SPRECO

09 Lug

 Parole importanti di S. Suzuki:

 “Se tutti i genitori prestassero attenzione alla vera natura dei propri figli e fornissero loro un ambiente adeguato, tutti i bambini raggiungerebbero straordinari livelli di abilità. Spesso siamo portati a credere che il talento sia qualcosa che la natura dà, mentre è qualcosa che la natura sviluppa. L’uomo quando nasce è caratterizzato da una certa carica vitale, da una forza che animerà le sue facoltà: Nessuno può dire quanto abile sia l’uomo per natura. Il talento si conosce solo nella misura in cui viene sviluppato o sciupato.”

Come interpretate queste parole?

In tempi di crisi il dibattito sul talento è quanto mai attuale. Per molto, troppo tempo il talento si è ritenuta una benedizione dal cielo che da sola assicurava il successo personale e lavorativo.

Oggi si sta rivedendo questa vecchia credenza. Suzuki, che con la sua straordinaria testimonianza sul campo può essere titolato a fornirci indicazioni, vuole darci un messaggio estremamente ottimistico. Tutti gli uomini possono fare grandi cose purchè siano messi nelle condizioni di sviluppare, allenare le proprie abilità. Ed aggiungo di comprendere quali siano le loro potenzialità.

Richard Sennett, consigliere del Presidente Obama, alla domanda è più importante il talento o la tecnica risponde perentorio: “La tecnica. L’idea che pochi eletti siano dotati di eccellenza e che vadano ricercati e coltivati esclude la maggior parte delle persone che lavorano e questo è un terribile spreco di risorse umane. I geni non mi hanno mai interessato”.

Il genio? E’ colui che non solo non ha sprecato il proprio talento ma lo ha allenato sin dalla più tenera età. Ed ha trovato nell’ambiente domestico tutte le condizioni favorevoli. Vedasi la biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il padre gli stava continuamente con il fiato sul collo sin dai tre anni. Mozart non è mai stato bambino non ha avuto la possibilità!

In fondo ribaltare la concezione secondo cui grandi cose sono riservate a pochi eletti significa ricominciare a credere nelle capacità dell’uomo, ed in tempi di crisi è un messaggio di forte speranza.

Liberiamoci quindi dai preconcetti, dalla convinzione collettiva che non si possa divenire talentuosi a meno che non ci sia una predisposizione naturale che pochissimi eletti hanno. Questa è una concezione che ha fatto comodo a molti, perchè dietro il talento c’è fatica, energia, disciplina. E’ per questo che la missione di divenire dei talenti è riservata a pochissime persone al mondo, perchè occorre resistenza, forza morale ed una motivazione straordinaria!

 

Tu cosa ne pensi?

Con il cuore Luigi

 

 

 

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