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LA FORMULA DEL CAMBIAMENTO

23 Mar

Oggi voglio parlarti di cambiamento, una paroletta che non piace a molti, anzi che può spaventare. Quante persone si nascondono dietro i vorrei, potrei, dovrei che significano: non ho assolutamente intenzione di cambiare nulla nella mia vita. Tutto ciò è una illusione poichè ogni attimo della nostra esistenza sta cambiando qualcosa fuori e dentro di noi. Se rifiutiamo i cambiamenti sarà la vita stessa a darci degli scossoni forti (sempre più forti e dolorosi) che ci faranno cambiare idea.

In ogni caso la resistenza ai cambiamenti è sempre fortissima. Ci sono due studiosi del cambiamento (change management) delle organizzazioni ,che hanno creato una formula appositamente. Un prodotto di forze che possano contrastare se moltiplicate tra loro la resistenza al cmabiamento (che è sempre temibile). La formula è applicata alle organizzazioni ma può estendersi anche all’individuo.

Vediamola insieme:

D x V x F > R
  • D = Dissatisfaction – esprime la insoddisfazione per la situazione attuale
  • V = Vision – indica la progettualità, la capacità di definire la situazione futura
  • F = First steps – quantifica i primi passi concreti fatti verso la direzione che è stata definita e annunciata
  • R = Resistance – misura la resistenza incontrata dal Cambiamento

La formula, creata da Richard Beckhard e David Gleicher, esprime il concetto fondamentale che il cambiamento è realizzabile soltanto se il prodotto delle forze che producono il cambiamento è superiore alla resistenza che vi si oppone. Da un altro punto di vista riesce a cambiare soltanto chi è sufficientemente consapevole delle energie necessarie a farlo ed è disposto a sostenere il proprio cambiamento con una forte volontà (o un forte mandato), piuttosto chi è costretto a farlo travolto dalle proprie difficoltà (da wikipedia).

La prima leva del cambiamento è che ci sia una situazione di insoddisfazione. Io preciserei che la prima leva è la crisi, l’individuo accetta il cambiamento quando è in profonda crisi. Più è intensa e più sarà forte la spinta. Chi si rivolge al coaching lo fa in piena crisi personale. Quindi la situazione da cui si parte, il punto di partenza (lo status quo).

La seconda leva è la progettualità futuro, la visione. Io preferisco parlare di scopo, intesa come direzione da dare alla propria esistenza, in quello specifico ambito in cui si è in crisi nera (lavorativo, affettivo, emozionale, relazionale). Se non si ha direzioni ed intenti si rimane nello stallo. Più il perchè è forte e più il come si adeguerà.

La terza leva è qualificare i primi passi verso la direzione. Tutto ciò che dal punto di vista pratico può tradurre la visione( lo scopo) in azione. in questo caso bisognerà rispettare le regole degli obiettivi ben formati.

Tutte queste forze devono se moltiplicate essere superiori alla forza che contrasta il cambiamento. Qual’è questa forza? E’ quella della massa di pensieri, convinzioni, paure che ci fanno rimanere statici. Che non sono sicuramente una forza contrastante.

Quindi poichè avvenga un cambiamento vero occorre un perchè forte e radicato in noi ( accompagnato da una decisione), serve una forte motivazione ad uscire fuori dalla crisi, un come strutturato.

PERCHE’ + MOTIVAZIONE + COME > RESISTENZA INTERIORE AL CAMBIAMENTO

Tieni sempre ben presente questa formula che accompagnera ogni tuo cambiamento rilevante!

Con il cuore

Luigi

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LA RICERCA DELLA FELICITA’

http://luigimiano.com/blog/audiolibro/

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