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LE AMICIZIE VIRTUALI DI FACEBOOK E..

05 Mag

 

Diversi anni fa mi occupavo di vendite ed avevo la necessità di incontrare le persone fisicamente.

Usavo Internet poco, molto poco ed era per me uno strumento di conoscenze e basta.

Spostatomi negli ultimi anni in un ufficio le cose sono cambiate non poco. Ho dovuto per necessità sfruttare la rete come non avevo mai fatto. Primo passo? Creare un blog e poi essere visibile sui siti che contano. E poi iscrivermi ai social network. Ed ancora essere presente su tutte le comunità virtuali che diano visibilità. Insomma Internet è divenuto un mio organo vitale.

 

Con il tempo mi sono reso conto di aver sviluppato una certa attitudine alla dipendenza da Internet e compagnia bella. Con il tempo mi sono accorto che privato della connessione internet per un certo periodo di tempo andavo incontro a delle crisi da astinenza (come i drogati). Mi sono reso conto che ho cominciato a privilegiare la posta elettronica a qualsiasi altro contatto.

E ti dico sinceramente che la cosa mi piace e mi è piaciuta poco! Abituato al contatto fisico. Estroverso, empatico e bisognoso di relazioni reali ho cominciato a provare disagio. 

Ho notato poi alcune cose molto interessanti. Che ci sono molte persone che hanno sviluppato sulla rete una sorta di alter ego che sembra quasi assorbire la loro identità reale. Che moltissime persone hanno difficoltà a staccarsi dal virtuale e passare al reale. Che i social network divengono un rifugio sicuro per proteggersi dalle intemperie della vita reale. Che si fa gara ad avere più “amici possibile su facebook. Che si è molto portati ad esibirsi sui social network..

E poi ho notato che il marketing si sta spostando sulla rete prepotentemente. E che molte persone campano soltanto di attività on line ed hanno soltanto contatti on line con il prossimo.

Una vita virtuale almeno in parte.

Non  mi fraintendere io sono un  grande grande fruitore di internet che mi ha dato tanto in questi anni. Ma cerco anche una via equilibrata.

A brevissimo potrò uscire da questo ufficio ed incontrare le persone, guardarle negli occhi, ascoltarle. Potrò ricominciar un marketing fatto di relazioni fisiche (finalmente!). Questa idea mi fa stare meglio. Negli ultimi anni mi sono sentito schiacciato da Internet, da questi contatti virtuali esclusivi. Soltanto le mie giornate formative d’aula ed i contatti di coaching mi hanno restituito la forza di una relazione autentica. E che Dio benedica il potersi guardare negli occhi, toccare, sentire le emozioni. Che meraviglia..

Internet non è il mio mondo ma mi è stato necessario e continuerà ad esserlo. Lo reputo uno strumento meraviglioso. Non è la mia vita nè mai lo sarà.

Ultimamente mi è capitato tra le mani un numero di Focus in cui un ricercatore dell’Università di Harvard parlava della influenza sociale sulla rete. Sembra che in base ai suoi studi l’influenza sociale sui social network e ecompagnia bella abbia un impatto decisamente minore di quanto possa avere una bella chiacchierata con un amico (reale) o con un parente o collega. Insomma non sarà di certo Facebook a soppiantare le relazioni fisiche. Nè potranno gli strumenti pioù evoluti di marketing on line sostituire mai la bellezza della vendita fisica.

Quindi come sostiene Tom Peters nel suo splendido libro “Le piccole grandi cose” ( http://www.ibs.it/code/9788820048600/peters-tom/piccole-grandi-cose.html) bisogna alzare il sederino dalla scrivania e girare. Bisogna schiodarsi dalle sedie e conoscere, parlare e sopratutto ascoltare la gente!

Fammi sapere cosa ne pensi.

Un saluto

Luigi

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2 risposte a “LE AMICIZIE VIRTUALI DI FACEBOOK E..

  1. Elena Brescacin

    5 maggio 2011 at 12:05 PM

    Ciao Luigi
    So cosa vuol dire dipendenza da internet, ce l’ho avuta anche io.
    Sono una persona disabile sensoriale(non vedente totale) e, se devo esser sincera, se non ci fosse internet e in genere la tecnologia, in tante attività non sarei autonoma. Ricariche, bollettini postali, bonifici, acquisti on line…
    Sono anni che non faccio + la coda da mediaworld quando devo comprarmi qualcosa che mi serve, o non devo fare la fatica mostro di prendere il giornale cartaceo e metterlo sullo scanner per leggerlo e perder tempo, adesso tra PC e iPhone fa tutto. Poi vuoi mettere avere il telefonino parlante(iphone 3gs con accesso universale attivo) e applicazione taxi italia + “dove sto” installata, sono in giro, ho bisogno di sapere dove mi trovo e di chiamare un taxi, attacco “dove sto”, si collega e mi dice che sto in Piazza labomba escappa, apro taxi italia, cerco il taxi + vicino e l’iPhone chiama direttamente…
    La dipendenza da internet mi era venuta fuori perché, da internet come ausilio per l’autonomia personale, in un momento di scazzamento assoluto e di relazioni reali forzate, era diventato lo sfogo per cui essendo un periodo in cui caratterialmente e fisicamente non mi piacevo, mi ero buttata in mezzo a relazioni virtuali fino a che ho sviluppato una dipendenza da relazioni sul web, una identità maschile fittizia e vedente nata inizialmente come tutela, i pregiudizi verso i disabili sono tanti anche sul web, e le molestie verso le donne anche.
    Con la differenza che una volta abbassavo la testa, ora non mi nascondo più e certe cose le combatto a testa alta.
    Io lavoro nel web, oltre a servirmene per l’autonomia personale su certe cose pratiche, lo uso anche come fonte di reddito perché mi occupo di accessibilità e usabilità dei siti web in un’azienda; ma comunque, è importante per le persone disabili e non, sapere che il web non ti rende autonomo e non ti facilita le relazioni, professionali o personali che siano. Può aiutare, ma non è giusto usarlo come ambiente di rifugio o di sfogo. Meglio andare in palestra a fare 2 colpi (io faccio arti marziali) piuttosto che stare una serata a parlar di niente su facebook.
    Per quanto riguarda il marketing, non è il mio settore -per ora- ma comunque sono d’accordo che le persone hanno bisogno anche di prendere in mano ciò che vogliono comprare, prima di dare i soldi, vendere non significa solo uno scambio merce-soldi, ma anche un’interazione tra negozio e acquirente, che su internet può esserci solo un 50%.

     
    • Luigi Miano

      5 maggio 2011 at 12:20 PM

      Ciao Elena grazie per la tua bellissima testimonianza che mi da molta forza nel proseguire verso la strada dell’equilibrio.
      Come testimonia la tua esperienza: Internet si ma non sostiuiamo il resto! Non sostituiamo in particolare la vita fisica con quella virtuale.
      Grazie e teniamoci in contatto
      Luigi

       

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