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La scienza antica della preghiera

09 Mag

Amico di Comunicando e dintorni ciao,

in questi giorni sto leggendo un libro splendido ” La scienza perduta della preghiera” di Gregg Braden ( http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza_perduta_della_preghiera.php).

Braden è un autore che stimo moltissimo e che porta avanti ormai da decenni degli studi volti a recuperare la saggezza antica (in alcvuni casi estinta) ed integrarla con la mentalità moderna. E’ un infaticabile ricercatore.

Quando comunemente parliamo di preghiera facciamo riferimento ad un insieme di parole molte volte simboliche che si riallacciano alle tradizioni religiose.  Un Ave Maria, un Padre Nostro, quante volte avrai ripetuto queste preghiere..  Da sempre (ho frequentato le scuola dalla Suore) sono stato abituato a pregar in questa maniera tradizionale. La cosa di cui mi sono sempre terribilmente vergognato (e per cui provavo sensi di colpa) era il fatto che non sentissi emozioni nella preghiera. Non provavo nulla di particolare durante il rito della preghiera ed è per questo che oggi non prego nella maniera tradizionale.

Braden nella sua ricerca iniziata con gli indiani Navajo ha trovato un altro senso nella preghiera.

Il senso della preghiera nelle tradizioni più antiche è agganciato al sentire. La preghiera è evocare le situazioni che vogliamo provare nella nostra vita. Evocare ricreando come se stessimo vivendo quella situazione, guardando, sentendo ed ascoltando quello che vorremmo fosse vero. Vivendo come se..

Mettiamo conto che io voglia pregare per la pace e l’amore e la fratellanza. Un pò difficile potrai pensare giustamente guardando quello che accade giornalmente. E’ proprio qui il punto. Se io pregassi avendo ben presente i dolori, le guerre, gli spargimenti di sangue innocente e sintonizzandomi su quella emozioni non farei un servizio alla pace.

Si tratta di trovare un luogo di pace dentro noi stessi, un luogo in cui risieda soltanto amore. Sintonizzarci con l’emozione conseguente ed infine pregare sentendo la pace.

Questa è la formula rivoluzionaria della scienza perduta della preghiera. E se questa è la preghiera so di averlo fatto tante volte e di aver anche pianto per l’emozione. E’ una pratica meravigliosa con un alto senso di spitirualità.

Braden cita il versetto di Giovanni (capitolo 16 versetto 24): Chiedete senza secondi fini e siate circondati dalla vostra risposta.

La preghiera è purezza d’animo, si chiede per quel motivo e basta! E si creano le condizioni emotivi che riproducano l’esito della preghiera.

Con il cuore

Luigi

Scarica il mio audio gratuito “La ricerca della felicità” :

http://luigimiano.com/blog/audiolibro/

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