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UNA CRISI SPIRITUALE SENZA PRECEDENTI

13 Set

A me piace ascoltare chiunque. Mi piace conoscere qual’è il sentire comune per capire. Per meglio comprendere a che punto si trovi la nsotra società, l’essere umano. Ieri dopo aver raccolto alcune informazioni, dopo alcune chiacchierate e racconti sono tornato a casa ed ho detto a mia moglie “Laura siamo in una crisi spirituale senza precedenti“.

Sabato siamo stati ad un incontro preparatorio al battesimo del mio piccolo cucciolo. C’era un diacono che ha monologato per circa mezz’ora. I fondamenti del suo discorso ritengo che fossero corretti. Anche l’affermazione che senza Dio le nostre vite sono vuote. Ma non ritengo giusto che si diano le soluzioni: vieni a messa tutte le domeniche, fai una preghiera al giorno. Così sembra che la spiritualità sia una sorta di prescrizione medica. Ecco qui si arena la religione cattolica nel non riuscire ad entrare nel cuore degli esseri umani che sono in grande crisi. Non si parla al cuore delle persone. Non si riesce a risvegliare e si danno ricette ormai datate e confezionate.

Oggi tanti tanti esseri umani vivono nel dolore e cercano di anestetizzarsi..come?  Attraverso il consumismo insensato(per chi può) oppure non pensando, stordendosi attraverso i piaceri o l’abuso di alcol o altro..Anestesia dal dolore. Non ci si chiede nulla. Non si vuole ascoltare le propri dinamiche interiori. Non si chiede dove si Dio e come trovarlo. Non si vuole conoscere. Ci si affida la materialismo più bieco e basta! Si poi si va in chiesa per mettere a posto la coscienza ma in realtà non si crede a nulla.

Questa è l’infelicità ed il dolore della nostra epoca.

Voglio stimolarti a leggere, a conoscere e trovare con il tempo la tua strada spirituale.

Non ti fermare, non ti anestetizzare, chiediti, fatti domande, cerca risposte. Non ti abbandonare a te stesso/a. Fallo te lo chiedo con il cuore..altrimenti ti sentirai vuoto/a, insoddisfatto/a, infelice.

Con il cuore

Luigi

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Una risposta a “UNA CRISI SPIRITUALE SENZA PRECEDENTI

  1. Raffaele

    13 settembre 2011 at 10:53 AM

    Caro Luigi, touché! Da cattolico, ti dico che hai ragione, ma attenzione a distinguere il grano dal loglio.
    L’uomo moderno – che, poi, dovremmo discutere a fondo su questo aggettivo qualificativo: cos’è la modernità? – è attrezzato soltanto a “funzionare”. Come annotava Heidegger, chi “funziona” non “pensa” e, alla fine, diventa sub-umano. Infatti, quella crisi spirituale senza precedenti che tu senti e osservi è legata ad un funzionalismo nichilistico, frutto di 3 secoli e mezzo, se vai alle radici remore; di 50 anni e passa, se vuoi vederne le asprezze più prossime, di cui tu avverti i contorni drammatici.
    Certo che si deve domandare e fare domande a se stessi, ma, attenzione, la domanda fine a se stessa lascia con la domanda e basta. Le domande si devono porre nei luoghi vitali e con una schietta tensione alla ricerca della verità. Chi va in Chiesa con gioia – io faccio parte di questa sempre più ristretta schiera -, lo fa perché ha cercato, ha sentito che il vero è Dio e, con l’aiuto della grazia, ha allargato (non ristretto!) gli orizzonti di vita. Tu puoi domandare se conosci – le “cose” che ha detto il diacono – e se sei disposto a metterti in gioco, sul serio. Le “ricette” vanno bene in cucina, ma sappi che, se ritieni necessario e importante il Battesimo per tuo figlio, hai già fatto una scelta e devi essere coerente con essa. Questa è la responsabilità individuale, la cosa più laica che esista.
    Non lasciamo le domande a mezz’aria e chiariamo bene il significato – anche etimologico – di “certezza”, che non è il Tavor dello spirito, ma il segnavia della ricerca con uno scopo.
    Esempio: se tu viaggi e vai in una direzione, hai una mappa, oggi google maps, con un apps etc, bene. Quando sei incerto sulla strada, non è che torni indietro o inventi un percorso, random, ma ti poggi su una certezza: la mappa è quella giusta, segna il percorso, da qui dobbiamo procedere.
    Chiaro? Il paradosso della ricerca è la base della certezza. Tu una già ce l’hai: una crisi spirituale senza precedenti. E’ una certezza storica non banale. Aggiungo, con Dostoevskji, dopo aver parlato con una collega della stessa questione, che sta avvolgendo molti con la testa a posto (la testa! Non è moralismo, si tratta del retto uso della ragione!): “Se Dio non esiste, tutto è permesso”. Tutto! Non ti tremano le vene del polso, amico mio? Un abbraccio, Raffaele

     

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