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Adolescenti: che mistero…

12 Mar

Torno da un week end di specializzazione in coaching con il bravissimo Luca Stanchieri wwwlucastanchieri.it (mio punto di riferimento sul Coaching in Italia). Questa volta sono andato ad approfondire la tematica degli adolescenti che ho sempre ritenuto un mondo incomprensibile e misterioso. Si è detto e scritto di tutto e di più in merito agli adolescenti molte a volte a sproposito. Sono convinto che entrare oggi con il coaching sia nell’ambito adolescenziale che nella scuola sia strategico per i destini della nostra società. Lavorare in una relazione di coaching in questi ambiti significa creare presupposti per una società sana. Oggi francamente vedo presupposti di una società nevrotica e profondamente infelice.

Lavorare con il coaching sugli adolescenti richiede dinamiche piutttosto complesse e non sempre di successo, in quanto con essi non è garantito mai nulla. L’obiettivo principale non è come chiedono molte volte i genitori la risoluzione del problema del rendimento scolastico, che è soltanto la punta dell’iceberg, l’effetto di una situazione complessiva. Con gli adolescenti si deve lavorare necessariamente sulle tre aree: – autonomia -relazionalità- competenza. Dobbiamo conoscere il loro mondo esteriore ed interiore non come ce lo raccontano gli adulti ma loro stessi.

Ci vogliono presupposti di un rapporto franco, onesto ed autentico per far emergere tutti questi aspetti.

Toccate le tre aree occorre ancora indagare sui talenti, capacità, potenzialità, virtù. Insomma tutto ciò di cui non si occupa la scuola e la famiglia solitamente. Bisogna allargare la visione dell’adolescenti verso aspetti della vita che trascura solitamente.  Fargli vedere che oltre il piacere immediato, la playstation, la tv esiste qualcosa che trascende. Bisogna educare il giovane a sognare ad occhi aperti, pratica abbandonata dalla società formale.  Bisogna aiutarli ad emergere da uno stato di torpore depressivo che non porta nulla di nuovo se non consumo ed autoafflizione.  Non stiamo parlando di obiettivi perchè non è necessario che il ragazzo consegua i sogni. Stiamo parlando di un allenamento mentale, immaginifico che ampli i suoi orizzonti e dia speranze che oggi sono merce rara.

E’ necessario proprio per questo che il professionista che si rapporta all’adolescente sia felice o verso una via di felicità. Che sia coerente agli occhi di quest’ultimo tra il dire ed il fare.

Insomma si tratta di tirarlo fuori da un pozzo nero in cui pensa di stare bene e fargli vedere il sole splendente oltre le sbarre della sua prigione personale.

Ritengo questi interventi di grandissimo impegno motivazionale ed aventi un impatto immediato sulla vita sociale e civile del nostro paese.

Per chi fosse interessato ad nterventi sugli adolescenti info@luigimiano.com.

Con il cuore

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