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QUANDO SI VIENE DIFFAMATI SUL WEB

30 Mar

Sono un paio di giorni che un personaggio che si firma Fabio mi sta perseguitando sul web diffamandomi pesantemente. Per renderti l’idea del tenore dei suoi commenti: mi scrive che sono un predicatore americano della provincia rurale, che sono soltanto chiacchiere, che vendo fumo mascherato dietro una comunicazione new age. Insomma tutte affermazioni estremamente costruttive (ah ah ah) E’ evidente che tutti questi commenti sono estremamente diffamatori e di per sè costituirebbero una ipotesi di reato. Ma cerchiamo di andare oltre e vedere come comportarsi in questi casi.

Quando si viene attaccati così pesantemente senza costrutto la prima reazione è emotivamente instabile, si è percorsi da un moto di rabbia e sbigottimento. La reazione di primo impulso potrebbe essere la peggiore. Potremmo usare la stessa arma del violento. E cadremmo dalla padella alla brace. Io ho replicato al suo primo commento in maniera molto sobria. Lui ha alzato il tiro investendomi di una sequela di frasi pesantissime sulla mia reputazione. A quel punto la tentazione sarebbe stata quella di replicare con lo stesso tono. Non l’ho fatto, ho assolutamente reagito in maniera equilibrata e saggia. Anche perchè questo signore sta provocando una reazione che possa portarmi al suo stesso livello. Io non ho usato il suo canale comunicazionale.

Oggi trovo su un altro sito un altro commento lesivo della mia immagine. Questa volta reagisco di impulso e scrivo in maniera diretta senza troppi fronzoli. Tanto che è costretta ad intervenire l’amministratrice del sito. Questa volta ho commesso un errore. Sono cascato nel tranello di scendere sul suo livello di comunicazione. Sul livello delle basse emozioni: rabbia, aggressività, frustrazione, repressione. Fabio ha cercato di portarmi nel suo mondo di tristezza ed io ci sono cascato. ATTENZIONE A NON COMMETTERE QUESTO ERRORE.

Bisogna poi attendersi questo: se noi siamo sicuri che quello che scriviamo abbia un significato profondo e sia frutto di integrità personale saranno gli stessi contenuti a difendrci. Inoltre potrebbero essere gli stessi utenti del web a prendere le nostre difese se abbiamo una reputation positiva.

In ogni caso mi sono  ripreso ed ho razionalizzato l’accaduto. Comprendo il mondo interiore di questo signore che è profondamente arrabbiato con sè stesso e con gli altri. Prende di mira chi gli ricorda che nella vita si possono fare delle scelte, che ci sono delle strade che possono portare verso la felicità e la libertà interiore. Sono argomentazioni che lo fanno esplodere di rabbia! La sua rabbia, il suo giudizio è rivolto principalmente verso sè stesso. E’ uno specchio di quello che prova nei suoi confronti.

Altre letture dell’episodio. Fabio è una parte di me ed in quanto tale ho avuto bisogno di analizzare le mie emozioni di questi ultimi giorni. Evidentemente queste emozioni contenevano anhe se in misura minore parte dei sentimenti di questo signore.

Altra analisi fruttuosa per me: ho bisogno di rallentare la mia presenza sul web. I segnali sono evidenti. Dovrò impormi di essere meno presente.

Tutto sommato credo che sia estremamente utile un episodio di questo tipo perchè ci fa riflettere ed imparare tante cose su di noi.

Che ne pensi?

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2 risposte a “QUANDO SI VIENE DIFFAMATI SUL WEB

  1. Raffaele

    30 marzo 2012 at 5:04 PM

    Penso due cose: 1) credere che un formatore sia un predicatore della provincia americana vuol dire: a) non aver mai visto la rete televisiva disponibile su Sky dei predicatori protestanti americani (brrrrr….); b) ci scommetto la testa: equivocare sulla parola “vocazione”, che Luigi usa a proposito, e che rimanda alla scelta per l’esistenza vera, dunque alla scelta per/della libertà, con tutte le implicazioni del caso.
    Ora, mi domando: non sarà il caso di ragionare a fondo sulle ragioni scatenanti una simile reazione? Non ci sarà di mezzo, per caso, quella becera fobia – che poi si rovescia, come da copione, in mania – anti-cristiana o anti-religiosa tout court, millantando una non meglio definita “laicità”, che, alla fine, è tutto tranne che rispetto dell’altro e tolleranza, come sempre capita e anche in questo caso capita, puntualmente? E infine: perché non riflettere su un punto centrale della vicenda contemporanea: le persone non sanno più dove sbattere la testa, e questo signore fa parte di questa categoria (anzi, forse la testa l’ha sbattuta troppo, da qualche parte, con gli effetti che vediamo), e quando cerca “formazione”, in realtà cerca Dio, cerca la cosiddetta “spiritualità”, qualcosa che non sia solo calcolo, calcoli numerici, finanza sciatta e incolore, business school buone da mostrare ai colleghi, col certificato prestampato, e altre robe di questa natura…non sarà che, gratta gratta, il Padrone di casa venga cercato e in ogni dove, anche nella “formazione”? Allora, Luigi – che non è new age, ma modernità non ideologica, cioè non allineata e coperta ai copioni dominanti, alla ricerca, magari ancora da rifinire un pò – diventa il bersaglio di chi cerca, non trova, perché non sa cercare, e si arrabbia, diventa furioso, frustrato, cattivo, livoroso. Ammesso che non vi siano altri problemi di mezzo, ma la cornice del nostro tempo è, a occhio e croce, questa.
    Luigi, vai avanti, e rimani curioso, perfino in maniera ingenua (che non significa banale), se possibile. Ciao. Raffaele.

     
    • Luigi Miano

      30 marzo 2012 at 5:30 PM

      Grazie Raffaele veramente di cuore!

       

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