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SETTE GIORNI PER RISCOPRIRMI

12 Apr

Sono tornato ieri da sette giorni trascorsi nell’incontaminata campagna vicino a Jesi (sulle colline), immerso completamente nella pace della natura. Rigenerante! Ma non solo.. Dando l’ultima letta al mio libro mi sono reso conto che gran parte dell’ispirazione mi è nata proprio frequentando la natura.  Ho letto quasi per intero uno splendido libro di Neal Donald Walsh (Amicizia con Dio http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amicizia_con_dio.php?pn=180) così immerso, così nel cuore come non facevo da tempo. Ho ricominciato a scrivere per un mio prossimo libro, cosa che non facevo da mesi e mesi..

Insomma sono uscito da una cappa di stress e malinconia ed ho ripreso contatto con la sorgente e la mia creatività ne ha giovato. Ma non  solo, sono stato così profondamente in pace e nell’equilibrio dell’amore. Così autenticamente nella gioia di godere ogni attimo di ciò che offriva la giornata (nella assoluta semplicità). La natura ed i ritmi naturali. Questo è Dio., questi siamo noi nella nostra assoluta autenticità.

E poi mi sono chiesto: in città, nella mia grande città riesco in alcuni frangenti a recuperare equilibrio nell’amore e pace interiore. Non sempre..sono attraversato da fasi. Perchè accade questo? Sono convinto di una cosa: che il fatto di essere nella città stipati l’uno sull’altro e di non avere contatto con la natura crei pensieri collettivi di ansia ed angoscia. Io sono letteralemente travolto da pensieri che non mi appartengono e che sono quelli dell’inconscio collettivo (come li chiamava Jung). Recupero il contatto con la natura sporadicamente e sempre nell’ambito di paradisi artificiali. Il fatto di potermi sdraiare su un erba naturale che non è stata creata ad arte dall’uomo mi fa sentire meglio. Il sole pulito della campagna da gioia assoluta, quello della città no.

E poi ci sono i ritmi: quelli cittadini nevrotici, incalzanti, che non danno spazio. Quelli campagnoli comodi, a misura dell’uomo, naturali. Ed i bambini? In città comprssi in appartamenti cubicolo, in campagna con  tutti gli spazi all’aperto di cui hanno necessità.

Siamo stati confinati in aree urbane artificiali che creano infelicità ma sopratutto ci allontanano da tutto ciò che può assecondare la natura ed i ritmi naturali. Tutto ciò produce l’allontanamento dal nostro meglio, dall’autenticità, dal sè divino.

Con il cuore

Luigi

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