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CHI RIFIUTA LA POLITICA RIFUTA SE’ STESSO

08 Mag

Due sono i risultati eclatanti di queste elezioni amministrative:

1) il disfacimento dei vecchi partiti (notizia buona)

2) calo vistoso dell’affluenza (notizia pessima)

In questo post voglio affrontare il secondo problema e magari in un prossimo affronterò il secondo.
Alla base del calo enorme di affluenza degli ultimi anni c’è un rifiuto dell’idea stessa di politica. Andiamo alla base di questo atteggiamento: sono convinto che ci sia stato da parte degli italiani nel corso dei decenni un eccesso di delega. Si è pensato di rimettere completamente nelle mani dei partiti o di singoli salvatori la soluzione di problemi enormi del nostro paese. Questa è stata una operazione antidemocratica, di ignavia e deresponsabilizzazione. Un illusione, un calarsi le braghe di fronte ai poteri forti. E’ successo che oggi le banche dominano l’Italia e che ci siano sempre i soliti che tutti detestano. Ma chi ha lasciato campo libero a questi signori? Oggi naturalmente tutto fa schifo, sono tutti ladri e corrotti. Ma dove stavamo mentre questi signori imperversavano. Io stesso mi assumo le mie responsabilità. Ho seguito da sempre con distacco gli andamenti politici del mio Paese. Non immischiandomi mai nelle faccende..non partecipando, non dibattendo. Negli ultimi quatro anni il mio impegno civile è cresciuto ma sempre dall’altra parte della barricata. E’ arrivato poi il momento in cui ho deciso.

Io credo che questa storia dell’antipolitica sia una faccenda estremamente seria. Nel momento in cui si rincuncia ad andare a votare si sta rinunciando ad essere cittadini. Nel rifiutare la politica si rifiuta sè stessi perchè noi siamo la politica. So che questo concetto è difficile da accettare. Ci hanno fatto pensare che la politica fosse faccenda di pochi intelligentoni che ne sanno più di noi: guarda oggi in che stadio ci troviamo. Ne sanno più di noi? In cosa sono più intelligenti di noi? In cosa? I tecnici sono l’apoteosi di questa operazione “fuori gli Italiani dalla politica”. Loro sono i professoroni della Bocconi, quindi a loro la parola, a loro le grane e le idee per uscire fuori dalle crisi..

SBAGLIATO!

Leggo Brizzi e mi ritrovo completamente: Considerare la Politica come una cosa sporca e anti-spirituale significa abdicare al proprio diritto di modificare la realtà assumendosene la responsabilità. Siamo capaci di sbandierare ai quattro venti la Legge di Attrazione o recitare tutto il giorno ho’oponopono… e poi rifiutarci di andare a votare e considerare la Politica come un’attività riservata a “quelli del mestiere”. Ma “quelli del mestiere” siamo noi, perché la Politica è per definizione il mestiere del cittadino, non degli “esperti del settore”.

La Politica è a tutti gli effetti una Via di crescita interiore che porta il cittadino a sentirsi Stato e a riprendere in mano la propria vita.

La Politica rappresenta una grande occasione per continuare un cammino di evoluzione spirituale. La spiritualità in sè non significa nulla se non tradotta uin termini pratici politici.
Posso meditare per la pace, fare esercitazioni e respirazioni, pregare quanto voglio ma serve traduzione in termini pratici di questa attività. Altrimenti mi tiro fuori dalla cittadinanza, dalla vita civica. Posso andare a vivere nella giungla o sull’Himalaya.

Quindi rifletti su queste parole e sentile dentro. e quando sai di essere al momento giusto decidi.

Un occasione per iniziare? Sabato 12 maggio alle ore 19:00 a Roma Via Tuscolana 692. CONTATTAMI!

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2 risposte a “CHI RIFIUTA LA POLITICA RIFUTA SE’ STESSO

  1. elypao

    8 maggio 2012 at 2:44 PM

    Ciao Luigi, ho letto con molto piacere questo tuo articolo. Mi ritrovo completamente, anch’io per anni ho delegato ed ho pensato che il mio voto in fondo veniva usato come più gli faceva comodo ma non ho mai pensato che fosse saggio non andare a votare, anzi.

    Quest’anno però ho votato in maniera completamente diversa, mentre prima votavo per coloro che ritenevo meno peggio (ma non ce n’erano) quest’anno ho votato per chi credevo meglio.
    Qualcuno mi ha detto che era un voto sprecato perchè non avrebbero vinto ed è andata così, ma lo sapevo e l’ho fatto ugualmente. Non lo ritengo un voto sprecato, ma un segnale che volevo mandare a chi ci ha governato negli ultimi 50anni e più.

    E’ stato anche un segnale agli indecisi e agli ignavi, se tutti facessimo così, daremmo coraggio a chi si dà veramente da fare che con il tempo saranno quelli che ci governeranno, quelli come noi e non al di sopra delle parti.

    Tra un’anno circa vedremo come andranno le cose alle elezioni politiche, ma so e vedo che stanno cambiando e sono fiduciosa.
    Un abbraccio.

     
    • Luigi Miano

      8 maggio 2012 at 4:52 PM

      E’ bene scegliere come hai fatto tu! Seguendo il cuore tu sei impegnata..Tra un anno vedremo le cose come stanno andando. Un grande abbraccio

       

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