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STARE NEL MONDO O SCAPPARE IN UN MONASTERO?

09 Ott

Oggi moltissimi esseri umani si sentono tirare da una parte e dall’altra. Io stesso avverto una forte situazione di disagio nello stare nel mondo. A volte vorrei non esserci e chiudermi da qualche parti ad esercitare un cammino spirituale. Mi confronto con molte persone ed ho ricevuto questo feed back da tanti esseri umani. Chi mi dice: voglio vivere su un isola, chi in tibet, chi sull’Himalaya per cercare me stesso. E’ una esigenza insopprimibile e profondamente avvertita. Non c’è nulla di male in questo, ripeto anche io sento questa profonda esigenza. Durante il periodo estivo di raccoglimento in cui ho studiato, meditato, contemplato per un mese sono entrato profondamente in contatto con il mio vero sé e non sarei più voluto tornare indietro. La sensazione che avvertivo era quella di aver varcato un confine da cui era difficile tornare indietro per poter riprendere a lottare nel mondo.

Gesù nei Vangeli ci ha lasciato scritto che dobbiamo imparare ad essere nel mondo senza appartenere nel mondo. Significa viver nella quotidianità con tutti gli enormi problemi che ci attraversano senza credere necessariamente che quello che ci circonda sia tutto o sia vero.

Operazione non semplice. Perché questo mondo ci attraversa completamente e ci porta dentro facendoci credere che tutto sia qui. Il mondo artificiale creato dall’essere umano sembra essere per quasi tutti l’unica soluzione possibile. Ed è per questo che poi andiamo a picco e perdiamo il senso di noi stessi. Siamo oggi in un momento delicatissimo di transizione tra le due ere. E quindi ci sentiamo tirare da una parte e dall’altra. siamo attratti da un vecchio mondo che ancora ci attrae e dall’altra da una nuova età dell’oro che ci sta spingendo verso una visione delle cose così differente.

Ed allora cosa fare? Come comportarsi?

Due domande non facili a cui sto cercando una risposta. Premesso che questa è un periodo storico in cui può succedere di tutto nel bene e nel male. Premesso anche che tutte le fasi di transizione della storia umana non sono state mai per nulla semplici.Abbiamo comunque bisogno di una strategia interiore ed esteriore. Io posso raccontarti le mie:

  • Io ho rallentato per entrare in contatto con me stesso. A cavallo tra il 2012 ed il 2013 le mie attività esterne saranno sempre meno. Questo mi permetterà di rivolgere l’attenzione verso me stesso e di sentirmi.
  • Continuerò il mio impegno sociale e politico sulla via di una ricostruzione dalle macerie del mio Paese. Creerò alleanze con esseri umani responsabili e consapevoli per aiutare chi non ce la fa in questo difficilissimo momento.
  • Mediterò, pregherò, contemplerò, studierò sempre più.
  • Accentuerò il culto e l’esercizio dell’intuizione, della magia, delle percezione extra sensoriali.
  • Svilupperò sempre più compassione ed amore.
  • Cerchierò di muovermi sempre meno alla ricerca di obiettivi materialistici e legati all’ego.
  • Studierò con la mia famiglia strategie di sopravvivenza che non siano legate al sistema.

Questo non vuole essere un post in cui io porto me stesso auspicando che gli altri facciano altrettanto anzi. Desidero che esso sia aperto a tutti e che ciascuno dica la sua ed arricchisca questo momento di riflessione.

Grazie con il cuore

Luigi Miano

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