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LA SCONFITTA DELLA SCUOLA

30 Ott

Buongiorno ripropongo questo articolo pubblicato più di un anno fa su http://www.quasifacile.com e che ritengo estremamente attuale viste le condizioni disperate in cui versa la scuola pubblica e non solo..

Buona lettura

 

Sono sincero, questa settimana ho avuto molti dubbi su quale argomento affrontare. La cronaca mi da tantissimi spunti ed anche la vita quotidiana.

Alla fine ho deciso di riparlare di scuola, una argomento che mi sta particolarmente a cuore (credo non solo a me).

Questa settimana è stata contrassegnata dall’intervento del nostro “illuminato” Presidente del Consiglio che ha dichiarato che la scuola non è educativa.

La cosa che fa sensazione è che sia proprio lui a dichiararlo quando invece dovrebbe arrotolarsi le maniche e far qualcosa per migliorare la situazione.

Tutti gli interventi legislativi degli ultimi anni riguardanti la scuola non hanno fatto altro che peggiorare la situazione.

Mia figlia Giulia frequenta la prima elementare, è una piccola cucciola ai primi passi dell’apprendimento. In questi primi mesi di scuola ho potuto notare alcuni dettagli importanti.

Innanzitutto c’è grande competitività, inculcata dalle maestre, fin dai primissimi anni della scuola dell’obbligo. I bambini vengono spinti a fare sempre meglio attraverso voti strabilianti: bravissima, superbravissima, super super… E quando non si sta al passo castigo, castigo e colpa ti colga.

L’apprendimento viene vissuto dagli educatori come se fosse una corsa contro il tempo, con grande ansia. E questo mi lasci stupito perché dovrebbe essere vissuto con gioia e serenità.

I primi tempi ho notato che mia figlia era realmente sotto choc. Tornava a casa confusa, stanca e ci chiedeva alcune cose.. Come genitori siamo stati molto sotto pressione, non sapevamo che pesci prendere. Ho notato inoltre che questi bambini vengono “addestrati” attraverso queste famosissime schede, uguali per tutti, che preconfezionano una educazione uguale per ciascuno, una sorta di massificazione dell’apprendimento.

Trovo queste schede noiose, brutte, mal fatte. Oltretutto si chiede a bambini di 6 anni di comprendere cose che sfuggono anche ai bambini più grandi: il concetto del tempo (chiedetelo ad Einstein), le stagioni ed altri concetti teoretici etc..

I bambini si annoiano a morte ma lo devono fare!

Ho notato anche che ultimamente le maestre diffondono dei fogli informativi che incoraggiano i genitori ad incontrare personale delle ASL che si occupa dei disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini.

In pratica è una velata indicazione circa la situazione dei nostri figli, è come suggerirci attenzione che tua figlia non ha uno sviluppo normale dell’apprendimento oppure peggio ha problematiche mentali.

Mia moglie non ci ha dormito per questo!

Io sono molto sereno. Mia figlia Giulia è cresciuta e sta crescendo in un ambiente familiare eccezionale, con grande serenità ed amore. E’ una bambina di grandissima intelligenza e curiosità. Ama i ragionamenti, è estremamente creativa. Ha sei anni compiuti a dicembre e già sa leggere e scrivere. Cosa volete di più? Volete darle il tempo di crescere? Volete lasciare spazio anche ai suoi momenti di disattenzione e stanchezza? E la sua voglia di giocare e creare?

 

Attenzione al gioco che fanno le mastre e gli educatori.

Quando hanno difficoltà a favorire l’apprendimento dei bambini cosa fanno?

Scaricano sulla famiglia la responsabilità inducendo dubbi proprio sulle capacità del bambino/a.

Ed allora se non si è abbastanza forti e preparati e si non si ha una fiducia incrollabile nei proprio figli succede che cominciamo come genitori a mettere in dubbio le loro capacità.

Hai compreso il circolo vizioso in cui ci si va ad incanalare?

Io mi occupo di educazione, sono un coach, studio ormai le dinamiche del comportamento da anni, è come se avessi una laurea in psicologia honoris causa, ho studiato tanti libri di pedagogia. Ho gli strumenti per capire cosa sta accadendo. E gli altri? Chi non ha gli strumenti per capire?

Le maestre, gli educatori alzano bandiera bianca davanti alle difficoltà.

Io comprendo che lavorare in un contesto come quello scolastico in disfacimento non è semplice, che lavorare con quelle schede orrende non è agevole  e mille altri motivi.

Non capisco invece perché gli educatori non utilizzino sistemi di coinvolgimento diversi, perché non siano appassionati del loro lavoro, perché non si prendano la responsabilità di far crescere anche i bambini che rimangono indietro.

Ci sono mille modi diversi di coinvolgere un bambino. Io insegno agli adulti e trovo che la motivazione degli adulti sia decisamente inferiore a quella dei bambini.

Un bambino è una spugna in cerca di informazioni. Basta saperlo coinvolgere, appassionare. Da sempre racconto a mia figlia aneddoti, metafore, storie che le insegnino la vita appassionandola. Lei mi segue, mi chiede, vuole saperne di più.. Questi insegnanti leggono le schede e non raccontano storie che insegnino la vita…I bambini chiedono invece proprio questo.

Voglio chiudere con le parole di un grandissimo educatore, purtroppo scomparso, che stimo molto, Leo Buscaglia dal libro Amore:

pertanto l’individuo completata la fase di crescita, lascia le scuole adirato, alienato, frustrato, le idee confuse, il cervello brulicante di nozioni sconnesse e senza senso che in modo affatto risibile e senza alcun fondamento vengono definite “istruzione”. Non sa chi sia, dove sia e perchè vi sia pervenuto. Non sa dove stia andando, non sa come arrivarci, nè tantomeno cosa farà una volta raggiunta la sedicente meta. Non sa cos’abbia, cosa voglia, come concretare e sviluppare i suoi propositi. In poche parole è una specie di robot che invecchi anzi tempo, immerso nel passato, disorientato dal presente, sgomento al cospetto del futuro, in tutto simile ai docenti che lo hanno forgiato.

Tu che esperienze hai con l’apprendimento? Che cosa ne pensi di questa situazione?

Ti saluto con il cuore

Luigi Miano

 

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