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LA SCUOLA: CHE DISASTRO!

06 Dic

Sono letteralmente costretto a scrivere ancora una volta di scuola, costernato!

Siamo alle solite: ieri andiamo io e mia moglie ai soliti tradizionali colloqui con le maestre e si configura il solito drammatico quadro in cui versa la scuola. Perchè non bisogna farsi ingannare da quello che raccontano questi operatori del settore. Stanno distruggendo la scuola, non arrivano i fondi, mancano i soldi per la cartigienica, se i problemi fossero questi e l’educazione funzionasse sarei il genitore più felice del mondo. Darei la fornitura di cartaigienica per un anno e non solo! Porterei le maestre sulle spalle fino a scuola (oddio questa è grossa forse).Qui lo sottoscrivo, parola di coach.

In realtà il male è molto più profondo e radicato di quanto possa sembrare in apparenza. Se noi ci rechiamo a parlare con questa Maestra di “lungo corso” e la prima cosa che ha premura di dirci in tono molto allarmato: “Non sarebbe il caso di farla andare da un logopedista?”. Ma come siamo venuti qui per sentirci raccontare qualcosa sui talenti e sulle capacità di Giulia e mi sento chiedere una cosa del genere..Ma il bello viene ora: “Perchè vedete vostra figlia è piccola, è immatura etc..il problema è che non riesce a stare nel rigo ed inquadrare la pagina..”.

E COSA CAVOLO C’ENTRA IL LOGOPEDISTA!

Ho affermato io in tono perentorio perdendo la solita mia proverbiale calma. Ma scusate il logopedista non è quello che si occupa dei problemi del linguaggio ed anche della capacità di lettura? Che cosa ha che fare con il rigo sopra o sotto, destra e sinistra? Sarò forse tardo io?

Dopo aver sbottato ho provato a spiegare a questa maestra quale sia la personalità di mia figlia e l’attitudine: “Maestra mia figlia è molto creativa, anche disordinata se vogliamo. Ma lei sente sempre l’esigenza di esprimere questo bisogno artistico che noi non reprimiamo di certo”.

La maestra non ha ascoltato una parola ed è andata avanti come un disco rotto: “LOGOPEDISTA.LOGOPEDISTA….” Ogni tanto alternava momenti in cui metteva le mani avanti: “io non sono esperta di queste cose, non so, vedete voi”. E poi ricominciava con il disco rotto modello autistico. A quel punto io non ho sentito più nessuna esigenza di avere una comunicazione (che per altro non cè mai stata con questa persona). Ha comunicato mia moglie per me..io ero su tutte le furie e nel frattempo osservavo la mia rabbia senza giudizio e che non sbolliva!

I problemi che questa chiacchierata sottende sono moltissimi provo a riassumerne alcuni:

1) Le Maestre in alcuni casi è come se alzassero le braccia impotenti di fronte alla gestione del bambino. E’ come se dicessero io ho fallito nell’inquadrare tua figlia ora pensaci tu. Aiutati che Dio ti aiuta;

2) Le maestre non conoscono realmente i bambini con cui trascorrono otto ore al giorno, conoscono soltanto una facciata, una forma, un viso;

3) Il Logopedista sottointende molto di più. E’ come voler dire tuo figli/a non è normale, non è addomesticabile. A questo punto come genitore ti dovresti interrogare sulle tue responsabilità. Pensaci e portati a casa la preoccupazione che noi non ne vogliamo;

4) Quello che si raccontano dei nostri figli sono le problematiche, le cose che non vanno e non le cose belle, i talenti, la meraviglia di un essere umano che esprime il meglio;

5) Trovo molta incompetenza e sufficienza nel fare certi tipi di affermazioni;

6) La scuola è allo sbando non perchè manca la cartaigienica ma perchè manca un modello educativo evolutivo ed una classe di insegnanti preparati, appassionati e che lavorino sullo sviluppo dell’essere umano.Io vedo zombie non insegnanti. La scuola è totalmente da rifare!

7) Sono tre anni consecutivi che ci viene propinata questa storia del logopedista. I primi due anni dandoci dei fogliettini indicativi. Quest’anno in maniera diretta. Mi è venuto un fortissimo dubbio, è soltanto una supposizione: non è che per caso questi insegnanti ricevono direttive dall’alto di liquidare bambini “difficoltosi” con la storia del logopedista? Perchè insinuare un dubbio così nella mente di genitori che non sono preparati e non  conoscono la psicologia infantile e la pedagogia e non sanno ben valurare le cose è un disastro! Può creare un circuito nefasto. il genitore torna a casa e fa cortocircuito. Comincia a girare intorno al bambino e chiedergli: Che cos’è che non va? Cosa c’è che non riesci a fare? Sei come gli altri oppure no? E si va avanti con lo psicologo, il neurologo ed i neurospichiatra! Una bella pilloletta…qualche terapia.. Ed ecco che magicamente mio figlio diviene un sub-normale! Finalmente proprio quello che voleva il sistema da me.

Ho compreso ieri che una delle mie missioni più importanti è proprio quella di lavorare nella direzione di una scuola differente.

Occorre costruire una scuola dell’essere che alimenti la capacità di sognare, di immaginare e costruire in maniera ardita il proprio presente e futuro. Uscire dall’ordinario per dare riferimenti straordinari. Aiutare i giovani a credere che il Mondo sia semplicemente una costruzione artefatta delle nostre coscienze e che ci sia molto di più.

Occorre dare voce a loro stessi, che possano sentirsi protagonisti e non vittime che si recano al macello. Costruire un modello educativo che faccia emergere senza pressioni le vocazioni, i talenti, le capacità innate. Che insegni ad usare un pensiero ampio, creativo, intuitivo senza repressioni, normalizzazioni.

Occorre ricostruire intorno a valori certi e non precari.

Voglio chiudere con questa bellissima citazione di Galimberti, L’ospite inquietante:

“Se è vero che la scuola è l’esperienza più alta in cui si offrono i modelli di secoli di cultura, se questi modelli risultano contenuti nella mente senza diventare spunti formativi del cuore, il cuore comincerà a vagare senza orizzonte in quel nulla inquieto e depresso che neppure il baccano della musica giovanile riesce a mascherare.”

Al cuor non si comanda..

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