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La prosperità parte III

06 Feb

Il denaro allora diviene uno strumento energetico che può fare la differenza nella società, nelle vite altrui e non è fine a sé stesso.

Ora acquista un significato profondo che permette di superare i primi grandi ostacoli interiori.

Senza il denaro potrei realizzare i miei progetti a disposizione della collettività? Potrei mai far si che l’attività di servizio si concretizzi? Dove potrò investire come scopo ultimo?

 denaro

Andiamo avanti nella nostra esplorazione e scoperta di cosa sia veramente la prosperità.

Prima abbiamo la necessità di capire cosa sia il denaro. Il denaro è energia, che tipo di energia sia dipende in sostanza dalla nostra interiorità. Il denaro acquista il significato che noi gli attribuiamo, esso può divenire una energia distruttiva oppure costruttiva. Esso può realizzarsi come energia positiva, amore, gioia oppure divenire la fonte delle nostre ansie, angosce se non peggio. Dipende dal significato che gli attribuiamo e dell’uso che riteniamo di farne.

Questo è uno dei grandissimi nodi da sciogliere della nostra epoca.

Gli attaccamenti, l’uso del denaro promiscuo, la guerra l’uno con l’altro per l’accaparramento, il desiderio di accumulare fine a sé stesso ecco i problemi che abbiamo avuto con il denaro nella nostra epoca. Siamo lontanissimi dall’idea della prosperità intesa come stile complessivo di vita verso il benessere, la gioia e la crescita.

L’energia per essere presente ed utilizzabile va resa attiva prima attraverso l’atto di volontà e poi attraverso lo scambio.

Spiego meglio: come sempre ha ribadito il Maestro Yogananda la volontà diviene elemento essenziale per qualsiasi realizzazione spirituale e materiale. Lo stesso vale per la ricchezza. Senza volontà non c’è energia e se non c’è energia non vi può essere prosperità.

Il comune errore che commettono oggi gli esseri umani è che essendo in crisi non si debba spendere o risparmiare. A livello razionale le cose stanno così e sembrerebbe filare il discorso se tutto questo non avesse pesanti ricadute sull’idea di abbondanza che abbiamo interiormente.

L’energia può essere messa in movimento attraverso lo scambio, la bidirezionalità. Se io accumulo senza scambiare con l’esterno quel denaro che sarà fine a sé stesso diventerà rancido e prima o poi succederà qualche evento nella mia esistenza che mi costringerà a farlo uscire. L’accumulo fine a sé stesso rende poveri anche se l’illusione è quella di essere ricchi. La prosperità va verso la direzione fluidica del movimento energetico. Io devo essere di sposto a far uscire quantità di denaro per permettere di ricevere attivando un flusso.

E’ come il movimento della natura cosa dice il Vangelo in Matteo 6.25? Che basta osservare alcuni movimenti naturali della natura. Come gli uccelli trovano nutrimento e come si vestono i gigli.. Non sono in ansia per tutto questo perché sanno che avranno il necessario dalla natura. Ed è una certezza interiore incrollabile, che fornisce pace interiore e serenità. NON E’ DIPENDENTE DALLA CIRCOSTANZE ESTERNE A NOI. Questo significa che questo stato interiore di prosperità non verrà influenzato da qualsiasi cosa.. se io perderò il lavoro manterrò inalterato lo stato interiore. E questo è di fatto l’esatto contrario di quello che accade alla gran parte dell’umanità. Quando ci sono eventi esterni che alterano le nostre condizioni materiali si cade in uno stato di povertà interiore che crea la vera povertà.

La vera povertà nasce da dentro noi. 

Continua…prossimamente su COMUNICANDO E DINTORNI

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