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NON GIUDICATE..

12 Mar

Voglio partire per scrivere di giudizio da questo passo del Vangelo.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,1-5:

Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

“Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti tu che giudichi fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose. Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio?” Romani 2, 1ss

giudizio

Lasciamo perdere il giudizio di Dio (che pur sempre è un giudizio o no?) sul quale si potrebbe aprire una parentesi enorme.

Entriamo nel merito invece del giudizio dell’essere umano.

Cosa significa giudicare? In qualche modo equivale a condannare, ad etichettare qualcuno o qualcosa come giusto o sbagliato. Sentire che quella persona o qualcosa sta causando in noi avversione, fastidio o addirittura odio. Chi ha il cuore aperto esprime opinioni senza alcun tipo di giudizio. Io posso esprimere una mia opinione con intenti differenti dal giudizio. Posso farlo perché sento che sia giusto per lui anche con un senso di compassione ed amore incondizionato.

Il giudizio in buona sostanza è un enorme boomerang. Nel momento in cui giudico qualcuno o qualcosa sto giudicando me stesso per gli stessi aspetti.  Se guardi la pagliuzza nell’occhio altrui dimentichi la trave nel tuo. E stai proiettando negli altri i tuoi fastidi, avversioni, odi, rancori. Quella del giudizio è una energia pericolosa, da maneggiare con cura e consapevolezza.

E’ difficilissimo non giudicare.  Noi giudichiamo sempre, in continuazione, incessantemente. Come fare allora per allentare questa morsa del giudizio? Osservandoci proprio mentre giudichiamo. Non lasciandoci funzionare in maniera automatica e meccanica. Con l’esercizio della presenza, dell’attenzione consapevole, dell’osservazione cominceremo ad aprire il cuore ed a guardare gli altri come parti di noi. e se gli altri non sono altri ma parti di noi stessi allora diviene difficile puntare il dito. Puntare un dito contro qualcuno equivale a puntarne tre contro di noi. Impareremo con il tempo ad essere amorevoli con noi, a rispettarci, a conoscerci ed accettarci inconsapevolmente. Sentiremo che ciascuno ha il suo tragitto perfetto. E che dietro alcuni comportamenti c’è tanto dolore ed ignoranza. Ci trasformeremo in esseri umani compassionevoli. E proveremo infine i sentimenti dell’anima. Allora potremo parlare degli altri come se fossero parti di noi senza alcuna traccia di giudizio.

Cosa ne pensi?

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