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I tre stadi della magia e la perdita dell’ego

29 Mag

Ho rintracciato sul blog di Brizzi (www.salvatorebrizzi.com) un suo vecchio post che parla di alcuni personaggi del filone The Secret e degli stadi della magia.

Ecco il passaggio del post che più mi interessa e maggiormente mi ha colpito e che riprende in parte la concezione di Joe vitale degli stadi di risveglio (corso di risveglio):

Nel primo io mi limito a subire la realtà, attribuisco le cause di ciò che mi accade all’esterno: alla sfortuna, alla crisi, ai virus, alla società, agli sfruttatori… e così via. In questo stadio sono una vittima, un lamentante; non ho nessun Potere perché metto il mio Potere nelle mani degli altri.
Nel secondo comincio a prendere su di me la piena Responsabilità per ciò che mi accade. Quindi mi sforzo di cambiare ciò che non mi piace e di concentrarmi su ciò che desidero, lavorando con la gestione delle emozioni e della mente. In questo stadio acquisisco un grande Potere, sono un mago o una maga.
Nel terzo mi affido totalmente all’Esistenza, alla Vita, a Dio… So che può accadermi solo ciò che mi serve nel momento in cui mi serve. Il mio Cuore è aperto e privo di paura e io divengo uno strumento nelle Sue mani. Ciò che desidero coincide in ogni istante con ciò che ho. I soldi, la casa, la salute, il partner… vengono spontaneamente verso di me e non devo più io andare verso di loro. Questo è il Potere di chi fa la Volontà del Padre. Chi è in questo stadio vive per realizzare una missione e non più in funzione di soddisfazioni personali. La sua massima felicità coincide con il lavorare ogni giorno per la missione… e i soldi e il successo sono solo una conseguenza, un “effetto collaterale” del suo consacrarsi alla missione.
In verità quando Magia e Alchimia vengono praticate nella loro accezione più elevata – come percorso di ritorno alla casa del Padre – conducono proprio a questo terzo stadio della Magia.
Mago300

 Analizziamo questi tre stadi.

Primo stadio ahimè quello più comune all’umanità ancora oggi. Il mondo esterno è l’unica cosa in cui credo e la mia gioia o infelicità dipende unicamente dagli accadimenti esterni. Sono sempre costantemente alla ricerca di qualcosa che sembra non accadere mai: il nuovo lavoro, la fidanzata, la ricchezza, la pace interiore, un nuovo mondo etc. Vivo proiettato nel futuro oppure ancorato al passato e mi scordo di vivere qui ed ora.

Oggi siamo pienamente nel lamento collettivo o forse è meglio scrivere nella disperazione. Tutto va male, è una catastrofe, una disperazione. E staremo sempre peggio e non sapremo dove andremo a finire. Siamo vittime lamentanti di un mondo esterno che sembra schiacciarci e non ce la facciamo neanche a pensare di poter sopravvivere! Tutto questo mondo di pensieri ed emozionale produce dei buchi nei miei campi eterici e quindi attraggo forme pensiero sempre più pesanti che possono spingermi gesti disperati (oggi molto frequenti).

E’ lo stadio in cui non riconosco né il mio potere né la responsabilità. DELEGO FORTUNE E SFORTUNE AGLI ALTRI  e quindi la mia vita è diretta da varianti sconosciute. Non ho la minima percezione di poter dirigere il mio destino.

Secondo stadio comincia a fiorire il mago che è in me. Lavoro molto sulla mia interiorità attraverso la presenza, il ricordo di me ed il cambio di paradigmi.Non sono le tecniche che mi permettono di divenire mago ma il duro lavoro quotidiano su di me. Conosco i miei meccanismi automatici e li trasformo in consapevoli. Non accade semplicemente qualcosa ma sento che l’ho permesso io. Gli altri sono uno specchio della mia interiorità e li sfrutto per capire qualcosa di più Non esiste un mondo li fuori separato da me e che io subisco. Io sono il mondo che proietto. Vivo nel presente o almeno mi sforzo di vivere nel presente distaccandomi dal passato e dal futuro. Libero gli attaccamenti. Conosco quando sto giudicando ed amo i miei nemici (le parti di me che non approvo).

E’ un lavoro costante, continuo che non conosce pause e richiede una apertura di cuore.

Terzo stadio mi muovo completamente staccato dall’ego. Non faccio nulla che non sia da una lato volontà divina e dall’altra realizzazione di missione e servizio. Non faccio quello che è parte della mia missione per avere qualcosa in termini economici oppure di immagine e riconoscimento (tutto il resto vi verrà dato in aggiunta). Lo faccio perché provo gioia e sono nel giusto. Non c’è personalità che si espone e si mette ad elemosinare un tornaconto. Non do importanza a ciò che si dice di me ma so che tutto è perfetto. ACCETTO INCONDIZIONATAMENTE IL FLUIRE DELLA VITA IN TUTTE LE SUE MANIFESTAZIONI (quelle che prima giudicavo cose belle o brutte).

Sto vivendo, almeno credo, questo terzo stadio, non l’ho assolutamente superato. Sono ancora nell’attrito tra l’ego ed il suo totale superamento. Ho vicino a me chi me lo ricorda continuamente. Come alzo la testa provoco circostanze esterne che mi fanno ricordare di tenerlo sotto controllo e mi riportano al senso del servizio e della missione (malattie, mancati riconoscimenti, tradimenti, incidenti). A volte lo accetto a volte lo ritengo difficile. Quando lo accetto so dentro di me quanto sia giusto e provo una pace interiore enorme. Quando non lo accetto resisto, combatto e non sono in pace.

Quando non cerco le cose si muovono verso di me quando cerco si allontanano. Quando lavoro con gli altri senza ego aiuto veramente quando lo faccio con ostentazione non aiuto! 

Non ho altre strade di fronte a me se non questa. Non vedo altri tragitti.

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