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IO NON VOGLIO COOPERARE!

08 Ott
IO NON VOGLIO COOPERARE!

Sono anni che offro cooperazione e cerco cooperazione tramite collaborazioni, accordi, iniziative comuni, pubblicità reciproca. Visto che nel mio prossimo corso di Padova “l’Azienda quantistica” (info dettagliate qui http://www.luigimiano.com/due-corsi-super-padova/) parlerò insistentemente di questa tematica ritenendola cruciale per la sopravvivenza di qualsiasi azienda, sto in questi giorni spingendo molto sulle proposte di collaborazione. Lo faccio per me ma anche a titolo di sperimentazione per tastare il polso del mercato e comprendere a che punto ci troviamo come collettività. Posso sinceramente dire che il risultato è molto deludente. Il 90% dei contattati non offre alcuna cooperazione e non è disposto a riceverla. Questo mi lascia sgomento ed a volte amareggiato. Naturalmente questi episodi non mi scoraggiano anzi danno un significato ancora più impegnativo ed urgente alla mia missione. Sicuramente tirando le somme posso scrivere che siamo molto in ritardo, aggiungerei drammaticamente in ritardo.

Venditore solitario

 

 

Veniamo ai perché non si offre cooperazione e non si è disponibili ad iniziare processi di gestione condivisa. Il motivo conduttore che verifico è che c’è molta chiusura. Forse la crisi e la conseguente paura di perdere, forse una mentalità ancora più Darwiniana e competitiva del passato e degli attaccamenti fortissimi (alle conoscenze, alle idee, alla propria organizzazione). Si tende a proteggere ci che si ha e questo diventa l’obiettivo dominante.

Si leggono proposte come la mia invasive e minacciose. Tra l’altro io personalmente molte volte ho mandato clienti da qualcun altro senza avere nessuno scambio apparente (in realtà il ritorno è enorme ma intangibile). Cercando di ragionare nell’ottica del servizio piuttosto che del beneficio personale.

Cerchiamo di ricordare alcuni principi spirituali, esoterici e di equilibrio energetico:

  1. Noi non possediamo nulla sia materialmente che immaterialmente. Le idee sono di tutti, le organizzazioni appartengono alla collettività e ciò che facciamo ci vede strumenti di forze superiori;
  2. uno dei capisaldi per riuscire ad emergere nell’ambito di una crisi profonda e strutturale è creare condivisione. Quando si creano soluzioni condivise quelle soluzioni hanno in sé una forza intuitiva maggiore;
  3. la competitività non funziona e ci ha portato fin qui (in una situazione estrema). La concorrenza e concentrarsi sulla concorrenza è frutto di una mente che ha paura della povertà, e crede che tutto sia limitato e che non ci siano possibilità per ciascuno. Invece le opportunità di abbondanza sono illimitate,
  4. una mentalità al servizio non si pone la questione se ci guadagnerà oppure no. Piuttosto la domanda principale è: cosa ho da offrire oggi al mondo? Quale valore sono disponibile a condividere?;
  5. quando vengo a conoscenza di informazioni importanti ho il dovere di condividere queste informazioni e di metterle a disposizione di chi ne abbia bisogno.

Ora ti chiedo di guardarti dentro e chiederti se stai cooperando, se sei aperto a collaborazioni in vista di una finalità comune oppure se sei chiuso, hai paura e senso del rifiuto..

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