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LA PIAZZETTA VIRTUALE DI FACEBOOK

04 Mar

facebookDigitiamo la parola facebook su google: 862.000.000  di risultati!

E’ il fenomeno sociale del momento, se ne parla se ne scrive in tutte le salse. E’ difficile quantificare anche il numero di iscritti ( ho sentito parlare di 300.000.000). Non mi interessa ammorbarvi con interpretazioni sociologiche che troverete facilmente sul web ( http://www.usabile.it/blog/facebook-e-la-psicologia-dei-social-network), o di psicologia sociale che risulterebbero alquanto complesse o forse inutili. Sinteticamente cercherò di dare una spiegazione in quanto utente e comunicatore al boom del fenomeno. Io uso FB ma non lo amo. Ogni tanto mi incuriosisce, mi infastidisce a volte, sempre meno mi diverte. Non sono dipendente da esso e potrei farne tranquillamente a meno.

F.b. ha avuto una grandissimo successo in primo luogo perchè è semplice da usare, non richiede installazioni ma una semplice registrazione, è sempre disponibile ed intuitivo. Queste sono le spiegazioni IMMEDIATE dal punto di vita tecnologico. Veniamo ora agli aspetti sociali senza montare teorie che complichino eccessivamente le cose. Ci piace perchè appariamo e soddisfiamo così  la nostra parte narcisista che richiede un riconoscimento sociale. Il fatto di mostrarci in quello che facciamo ( non in quello che siamo ), soddisfa dei bisogni ancestrali narcisistici di esibirci  e di essere apprezzati.( http://www.focus.it/sesso__comportamento/news/Tutti_narcisi_su_Facebook281002_1511.aspx). In fondo  F.B. può essere considerato una platea virtuale in cui ognuno interpreta un ruolo o indossa una maschera sociale. Secondo punto a mio parere determinante è il grande voyerismo che caratterizza l’umanità. F.B. è da questo punto di vista la piazzetta paesana in cui tutti si fanno i cavoli di tutti. Hai visto tizio, non è più fidanzato! Ma lo sai che Caio ha pubblicato una foto…Quanto ci piace sapere degli altri! In fondo se il Grande Fratello continua ad avere successo un motivo ci sarà.

Ora passiamo agli aspetti della comunicazione, ma Facebook agevola una comunicazione interpersonale reale? A mio parere no. La comunicazione è spersonalizzata, frammentata, compulsiva. Molte volte priva di contenuti, si scrivono tante cose ma andando a stringere non si ha un obiettivo comunicativo.(http://www.tecnoetica.it/2008/10/25/sociologia-di-facebook-ovvero-perche-facebook-ha-cosi-tanto-successo)

Siamo interessati a sbirciare l’altro superficialmente ma non realmente a conoscerlo. Però la piazzetta virtuale può farci sentire meno soli, vedere l’elenco dei nostri amici virtuali ci inorgoglisce. E poi ho letto da qualche parte che Facebook offre una visione semplicistica delle relazioni dividendo l’umanità in amici/non amici ( buoni e cattivi) che piace molto. Lo sappiamo tutti che le cose nella vita reale sono molto più complicate.

Sono certo che alla fin fine chi è veramente contento di F.B. sia il suo ideatore Mark Zuckerberg ( nato il 1984 ) che si ritrova a gestire un impero (1 miliardo e mezzo di dollari). Un tesoro di dati che gli assicureranno ricchezza per i prossimi anni. A meno che…

Buon Facebook a tutti.

Luigi

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4 risposte a “LA PIAZZETTA VIRTUALE DI FACEBOOK

  1. iloveusb

    12 marzo 2009 at 9:59 PM

    Ho provato a elencare alcune differenze fra facebook e la vita reale… ma se ne possono trovare delle altre…

    1. dentro Facebook hanno sede cose che non esistono: paesi ripopolati dai profili virtuali degli emigrati, piante regalabili solo in forma di icona, la pagina di Dio Onnipotente
    2. Facebook comprime le azioni fino a una temporalità innaturale: come andare a casa di un ex-compagno di liceo e tempestarlo di domande sulla sua vita privata
    3. non associo Facebook a un oggetto fisico sensostimolatore, ma solo a una schermata inodore, insapore, e più o meno bicolore
    4. Facebook è una fonte inattendibile di nomi, persone e cose realmente accadute
    5. Facebook fagocita la realtà e la falsifica: da quando uno sconosciuto è diventato mio “amico”, sono costretta a chiamare “cari amici” gli amici reali, per sottolineare la differenza
    6. Facebook si fonda sulla comunicazione visiva, in prevalenza scritta. La vita è orale, senza tasti di edit/modifica
    7. la mia esistenza su Facebook è tracciabile; le giornate che scorrono l’una dietro l’altra, no
    8. Facebook passa attraverso il monitor. Ma venti finestre aperte non faranno mai un tramonto.

     
    • luimi

      13 marzo 2009 at 9:22 AM

      Concordo su tutta la linea. Hai messo anche un po di poesia nelle tue riflessioni. Poesia che manca su facebook.
      Grazie

       
  2. iloveusb

    15 marzo 2009 at 10:32 PM

    come dici tu, le cose nella vita sono complicate, e facebook spesso appiattisce. non so, finora lo uso perché forse il gioco vale la candela, se non stai con gli occhi aperti rischi di pagarne le conseguenze. mi viene da dire che ognuno ha il facebook che si merita e che c’è spazio sia per le stupidate sia per le cose intelligenti. un po’ come al bar.
    http://sentimentodigitale.wordpress.com

     
    • luimi

      16 marzo 2009 at 8:57 AM

      io credo che il modo più intelligente per usare fb sia sfruttarlo perchè ha un potenziale notevole anche per noi utenti. E ridere di tutto ciò che di buffo è contenuto in esso. Comunque non è un fenomeno che si può scaricare ha il suo peso sociale.

       

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