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Non la mia volontà..

26 Giu

Ecco un altro passo dei Vangeli che voglio condividere e commentare perché trovo un enorme insegnamento contenuto in esso.

Luca 22,39-46

Agonia di Gesù nel giardino del Getsemani
=(Mt 26:36-46; Mr 14:32-42; Gv 18:1-2) cfr. Eb 5:7-8

39 Poi, uscito, andò, come al solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.
40 Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate di non entrare in tentazione».41 Egli si staccò da loro circa un tiro di sasso e postosi in ginocchio pregava, dicendo: 42 «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta».
43 Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo. 44 Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra. 45 E, dopo aver pregato, si alzò, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza,46 e disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione».

Gesù è in crisi e dimostra anche Lui di essere uomo. I discepoli come sempre lo seguono al Monte degli Ulivi (luogo di contemplazione e preghiera). Prima di entrare nella sofferenza avverte i discepoli di pregare per non cadere in tentazione ( nella perdizione, nel dolore e nella paura). Gesù va subito dopo a pregare vicinissimo ai discepoli perché possano vederne il travaglio interiore che servirà da insegnamento.

Gesù prega il Padre di allontanare il calice (la sua sofferenza e la crocifissione) perché lo vede e lo sente e soffre enormemente. Potrebbe essere tentato di abbandonare il Progetto voluto da Dio Padre per lui.  Ma allo stesso tempo non mette in evidenza la sua volontà ma quella del Padre (sia fatta non la mia volontà ma la tua). In questo esatto punto sta l’enormità di questo passo. Gesù sa tutto, vede la sua fine fisica e tutte le sofferenze che dovrà sopportare ma si rimette alla Sua volontà. E’ un gesto grandioso che serve da insegnamento per tutti noi. Quando siamo nella sofferenza fisica, emotiva e mentale e vogliamo scappare ed evitarla o non guardarla recitiamo “però non la mia volontà ma la tua sia fatta”. Concentrati su quello che avvertirai recitando questa preghiera. Personalmente la ritengo la preghiera trasformativa più potente dei vangeli.

Un Angelo gli da forza ma Gesù è sempre più in agonia (nell’angoscia disperata) fino a quando non suda sangue in grosse gocce (la sofferenza è enorme, quasi insopportabile).

Terminata la preghiera tornò dai suoi discepoli che avevano nel frattempo assistito al travaglio del loro Maestro. Li trovò addormentati (nella coscienza) perché tristi ed impauriti. Invece di pregare si erano allontanati con la mente per non assistere con la presenza a ciò che era successo. E Gesù ricorda loro ciò che aveva detto inizialmente. Pregate per non cadere in tentazione perché siete caduti in tentazione (è un rimprovero amorevole). E’ come dire loro: io vi avevo avvertito di quello che sarebbe successo, voi non siete stati attenti ed è successo.

Ti invito ogni volta che sarai nella tentazione di non accettare il dolore e la sofferenza scappando di leggere con attenzione questo passo ed interiorizzarlo fino a sentire tutto il travaglio di Nostro Signore. C’è una enormità di accettazione ed amore.

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