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DEL LAVORO E DELL’OZIO

10 Giu

Brano tratto da Sogno o son sveglio?, Luigi Miano, edizioni Sensoinverso 2013.

Il libro può essere ordinato in edizione cartacea a ordini@edizionisensoinverso.it oppure in versione e-book a soltanto 4,49 su qualsiasi store online (Ibs, Mondadori, Lafeltrinelli etc.).

sogno o son sveglio? Luigi Miano

Che cosa vuol dire successo per il modello capitalista e consumista che ci hanno propinato sino a oggi?

Successo dal latino successum: che viene dopo, conseguenza di un’azione. Questa idea persecutoria del successo che ci hanno inculcato fin da piccoli mi rende allergico.

Competizione e successo che passa attraverso la realizzazione di qualcosa di tangibile. Questa è l’idea di cui liberarsi e che risulta più difficile togliersi di dosso.

L’attaccamento alle dimostrazioni materiali di ciò che abbiamo realizzato, al potere, al denaro senza finalità etc. Tutto questo è perdente. Tutto questo è quello che ci ha portato al termine della civiltà che abbiamo conosciuto sino ad ora.

A tal proposito le parole profonde di Paul Ferrini in Io sono la Porta:

“ Se hai trovato il lavoro della tua vita, l’ostacolo maggiore alla sua realizzazione giace nel tuo tentativo di controllarlo. Non puoi far succedere il lavoro spirituale. Se ci provi fallirai”.

Sono allergico a tutti questi corsi americani che ci insegnano a come fare soldi, a come diventare imprenditori di successo. E’ la vecchia fallimentare logica che ci ha portato sino a questo momento storico terrificante ma anche incredibilmente affascinante. Successo finanziario, successo sul web e imprenditoriale.

La cultura americana? E’ la più fallimentare e tormentata dell’ultimo secolo.

Il successo insegnato da qualcuno come finalità a sé stante dimenticando i processi che sono dietro.

Basta!

Tutte le volte che penso che qualcosa mi sia dovuta io sono fuori dall’amore. Tutte le volte che credo di meritare di dover realizzare la fama o il successo mi sto allontanando dalla missione. L’essenza della felicità e dell’autorealizzazione consiste nel compiere ciò che si ama a prescindere.

Io non mi muovo per ottenere riconoscimento o fama o denaro. Io mi adopero per passione, per il rispetto dei miei valori e perché ho una missione che si evolve.

Nel momento in cui ho recuperato tutto il tempo del mondo, sono già una persona che ha vinto. Ho vinto sul sistema, sulla cultura (sottocultura), sulle convinzioni collettive, sui pregiudizi. Un padre che se ne va a spasso il primo pomeriggio o la mattina con il passeggino e il suo cucciolo ultimo nato dentro lascia sgomenti? Lascia sgomenti chi è stato schiacciato da un sistema di schiavitù moderna che rende totalmente infelici e incapaci di dirigere la propria vita. Io ho vinto le resistenze a mostrarmi per quello che non faccio e non sono. Non m’interessa quello che possa pensare di me chi è schiavizzato e non ha la forza di uscirne. La schiavitù è mentale la libertà è spirituale.

Qualche giorno fa parlavo con la mia ex editrice, Cristina, che molto amorevolmente mi spiegava come funziona la logica del mercato editoriale. Finché sei uno sconosciuto e pubblichi con case editrici minori, non compari in libreria. Non solo non compari in libreria ma c’è la seria possibilità che il tuo libro non sia mai ordinato.

La logica perversa è se io divengo famoso e vendo qualche migliaia di copie allora le librerie mi prenderanno in considerazione. Altrimenti il mio libro lo pubblicizzerò io attraverso altri canali.

HO SUCCESSO ERGO ESISTO.

Questa logica mi sembra pervada buona parte della società.

Se io faccio corsi affollati, sono preso in considerazione come formatore altrimenti cado nell’oblio. Se faccio coaching con personaggi influenti, mi ritroverò con l’agenda piena.

Discutevo su un forum di politica e un interlocutore mi spiegava che oggi conviene stare con il Movimento 5 stelle che è in  auge. Io che scelgo un partito “giusto” (che io sento giusto) che oggi non ha alcuna visibilità sto sbagliando perché non ho chance. Poi lo stesso interlocutore mi spiegava che in un secondo momento quando il partito che io scelgo, avrà successo potrebbe anche cambiare idea e saltare sul carro.

Questo è insano opportunismo che regola la società odierna e tende verso una “idio-crazia” (un governo degli idioti).

Hai presente quella pubblicità che recita ti piace vincere facile?

Il meccanismo è questo, non si aiuta chi ha talento e desiderio di portare messaggi importanti ma chi ha già visibilità e successo. Su quest’ultimo carro sono tutti pronti a saltare su, su quello dell’emergente no. Si sta al guado ad aspettare che le cose vadano bene.

Questa è la logica consumistica, del successo, del risultato. Tutto è finalizzato alla quantità. Si scende verso la mediocrità assoluta e non si tende verso l’eccellenza.

Se io scrivo un libro come autore emergente e mi rivolgo alle grandi case editrici, queste adottano due tipi di comportamenti.

Non rispondono oppure chiedono una sinossi (una scheda sintetica) del testo. Oggi le grandi case editrici non leggono più libri di nuovi autori. Tutto questo mi rende pazzo. Come si fa a comprendere un’opera senza leggerla? Il risultato qual è? Che pubblicano libri con le case editrici big sempre i soliti nomi.

Le grandi case editrici non leggono le opere, fanno valutazioni di mercato. Se hai buone possibilità di arricchire l’editore ce la farai, sarai pubblicato altrimenti sei fuori. E’ per questo che poi ci troviamo tra le mani opere editoriali da dimenticare che se riesci a superare lo scoglio delle prime dieci pagine è tanto.

Ecco il declino culturale come si sostanzia.

Il bene più prezioso della nostra epoca è la disponibilità di tempo da impiegare nel migliore dei modi per se stessi. Intendo quindi non di certo a mangiare patatine e bere birra davanti alla televisione.

Oggi se sei libero nel tempo e non lavori fino alle 9 di sera, sei guardato male. La gente giudica in maniera rigorosa queste scelte di vita. Io sono, secondo loro, strano, dalla parte del torto, un’anomalia che non si riesce a collocare. Coloro che non hanno tempo e desiderio di stare con i figli e dedicano scampoli di esistenze sono nel giusto. Si stanno sacrificando per la famiglia! Questa è la giustificazione moralmente accettabile. Più di una persona mi ha detto che mi ha visto correre anche la mattina. L’intento era inquisitorio e provocatorio: cosa cavolo fai nella vita per poterti permettere di correre la mattina?  Sarà un disoccupato, uno sfaccendato? Capisco i pregiudizi ma le cose stanno cambiando radicalmente. Probabilmente pochi se ne sono accorti ma le nostre vite si stanno avviando velocemente verso due strade ben delineate: disfacimento o libertà. Non esisterà più una vita a metà strada disfatta ma libera. Libera di una finta libertà che è schiavismo camuffato dietro un’elemosina elargita come se fosse uno dei regali più importanti che c’è concesso. E quegli scampoli di piacere che rendono il percorso sopportabile, soltanto miseramente sopportabile. E’ questo tutto ciò a cui possiamo e vogliamo aspirare? Una vita miseramente sopportabile?

Ho a disposizione due mattine completamente dedicate a ciò che amo: scrivere, pensare, creare conferenze e corsi, elaborare programmi audio, oziare.

Continua su sogno o son sveglio?

 http://www.edizionisensoinverso.it/catalogo_oroargento_sogno_o_son_sveglio.htm

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