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APRI IL TUO CUORE: OBIETTIVO NUMERO 1

C’è chi sostiene che la vera sfida di noi Italiani in questo momento è perfezionarci sul piano del mentale, ossia focalizzarci, non disperdere energia mentale nell’immaginazione negativa etc.

Io sono invece convinto che la vera sfida, almeno per noi italiani, sia di lavorare profondamente sul corpo emotivo (o astrale).

E’ più facile rinvenire una persona che sappia applicarsi negli studi che un individuo che conosca perfettamente come funzionano le sue emozioni e sappia gestirle e trasformarle.

Nessuno ci ha insegnato come funzionino le emozioni ma addirittura ci è stato negato da sempre il riconoscimento delle stesse. Per cui noi siamo molte volte in balia delle stesse. Eppure sono uno strumento energetico incredibile!

Sul piano dell’anima il corpo emotivo corrisponde al piano buddico (o del cuore) ossia lavorare alchemicamente sulle emozioni può portare all’apertura del cuore. E questa è la vera sfida che ci troviamo oggi di fronte. Si il mentale è importante, la volontà e l’azione sul piano materiale importantissima ma se riuscissimo a lavorare come si deve sul piano del cuore le nostre esistenze sarebbero in linea con il cambio di coscienza che richiede la Nuova Era.

La gran parte dei problemi che abbiamo in questa vita nascono dalla chiusura del cuore. Problemi di denaro, di coppia, di relazione e di lavoro nascono dal non sapere affrontare queste situazioni con la giusta strategia di gestione emozionale.

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La strada di partenza è osservarci in maniera non giudicante mentre proviamo le nostre emozioni, partendo da quelle che stiamo provando in questo momento. Le emozioni oggi più diffuse, sono emozioni di ottava bassa, e che hanno come madre la paura. Sono fondamentalmente un corpo di dolore collettivo (come lo chiama il Maestro Eckart Tolle). Un corpo di dolore che si attiva in particolare circostanze e richiama eventi dolorosi del passato. E allora proviamo ansia, rancore, rabbia, angoscia, senso di inadeguatezza. E ci facciamo completamente possedere da questo campo energetico che ci succhia l’anima, ci priva di energie ed attira tutto ciò che risuona con esso.

Quindi punto di partenza: osservazione consapevole non giudicante ed imparziale e già questo ha una forza trasformazionale enorme. Inoltre ha una importanza determinante la non identificazione con queste emozioni, sapendo che noi non siamo esse ma siamo un sé che semplicemente è in grado di osservarle.

Il cuore comincerà a rimettersi in movimento e sentiremo in alcuni frangenti un maggior livello di pace interiore e serenità.

Sentiremo in alcuni frangenti ancora un senso di amore incondizionato e senso di appartenenza al tutto. Magari all’inizio durerà pochissimo ma sapremo di poterlo provare..

Il mio messaggio principale è quindi qualsiasi cosa tu stia facendo in questo momento poni come obiettivo principale: l’apertura del tuo cuore. Non farti influenzare dalle circostanze avverse, dalle persone che sembrano ignorarti, dai tuoi presunti nemici , anche se il mondo sembra cospirare contro di te mantieni sempre il tuo cuore incondizionatamente aperto.

Se vuoi essere pervaso di questa nuova energia ti invito a partecipare alle nostre due prossime conferenze gratuite a Roma:

30 gennaio ore 19, presso Millepiani Coworking, clicca qui per info dettagliate https://www.smore.com/gaq1j-l-azienda-quantistica-1-livello

4 febbraio ore 19, presso Spazio Interiore, clicca qui per info dettagliate https://www.smore.com/82uru-la-guarigione-alchemica

 

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Corso di risveglio sul Vangelo

«35Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; 36siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. 37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! 39Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 40Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

41Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». 42Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito?43Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. 44Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Mt 24,42-51

 

Ecco un brano meraviglioso tratto dai Vangeli in cui si parla sotto forma metaforica di risveglio.

Vediamo di interpretarlo frase per frase.

gesu-bussa

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese

Pronti significa essere presenti, svegli, nel qui ed ora. Con le vesti ai fianchi e le lampade accese: preparati dal punto di vista fisico, emotivo e mentale. Pronti e svegli poiché si è seguito un cammino di risveglio. Le vesti ai fianchi indicano la capacità di essere sempre pronti al lavoro. Le lampade accese la capacità di gestirsi interiormente avendo fede e volontà.

 

siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Il padrone potrebbe essere paragonato all’anima, al grande osservatore, che noi dobbiamo continuamente cercare attraverso il lavoro sulla presenza. Noi dobbiamo aver presente che il padrone c’è e può tornare in qualsiasi momento. Dobbiamo essere pronti ad aprirgli la porta!

 

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. Quando l’anima verrà ritrovata si potrà mettere al servizio della vita dei servi. Ed allora avremo una vita di servizio con l’anima che ci dirigerà verso la bellezza e la coscienza.

 

E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Quando i servi si sono preparati adeguatamente ed hanno trovato l’anima. Saranno beati!

 

Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 

Se viviamo nell’anima non ci faremo trovare impreparati nel gestire i nostri corpi.

 

Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.

Teniamoci tutti pronti perché ci sarà un momento determinante in cui il figlio dell’uomo verrà a trovarci. Non lo sappiamo quando..nessuno sa. Ed allor perché rimandare?

 

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito?Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Pietro, che è sempre molto umano e pragmatico, si chiede a chi sia rivolta questa parabola così potente. Se agli addetti ai lavori o a tutti.

E Gesù non risponde direttamente. Ma fa riferimento all’Amministratore fidato e prudente.  L’amministratore che saprà gestire i suoi corpi, emotivo, fisico e mentale, a tempo debito e con la giusta razione di “cibo”.

 

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

La tentazione del servo potrebbe essere quella, non vedendo risultati nella sua vita, di lasciarsi andare. E le conseguenze non saranno affatto piacevoli!

 

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Non ho occhi per vedere

C’è un post molto bello tra i tanti del meraviglioso blog di Salvatore Brizzi http://www.salvatorebrizzi.com/2013/05/un-mondo-capovolto.html in cui si parla di un mondo alla rovescia. Come se noi montassimo degli occhiali speciali (esperimento realizzato) che ci fa vedere le cose capovolte. Quando facciamo un percorso magico alchemico vediamo tutto al rovescio. L’esterno diviene l’interno, ciò che produciamo fuori di noi è dentro di noi, le persone e gli eventi sono creai dal nostro subconscio.

C’è una affermazione del post che trovo molto importante ed è questa:

Sono io che non ho occhi per vedere, non gli eventi o le persone a essere sbagliati. Se sapessi destreggiarmi nella nuova realtà capovolta proverei Gioia e non rabbia o paura.

non ho occhi per vedere

Ieri mi chiedevo come mai ci siano delle persone che riteniamo così repellenti e sbagliate da causare in noi dei fastidi al limite dell’indicibile. se io sto facendo un percorso nell’amore in cui vedo le qualità animiche in moltissimi esseri umani perché ci sono ancora persone che non ce la faccio ad avvicinare?

E penso che la risposta stia tutta in quella frase. NON HO OCCHI PER VEDERE.

Non riesco ancora (non avendo raggiunto un adeguato livello di coscienza) tutto il livello di bellezza e perfezione che c’è in queste persone che ritengo repellenti. Non sono in grado oggi di vedere. Posso ripetermi che ciò che vedo in loro di fastidioso è in me ed in parte sento tutto ciò ma non posso andare oltre. Ma so anche che non è la mia anima a provare fastidio ma la mia macchina biologica e quindi non c’è nulla di vero. Se mi disidentifico dalla macchina biologica ed osservo come testimone mi rendo conto che quelle impressioni non mi appartengono.

Oltre a questa specifica difficoltà che sto attraversando si sta rivelando un mondo nuovo fatto di perfezione e gioia autentica. Quando incontro i miei amici coachee che mi raccontano tutte le loro esperienze difficoltose io dico loro perché lo sento dentro che c’è qualcosa di meraviglioso in tutto quello che mi stanno raccontando. E loro rimangono basiti perché vedono errori, brutture, difficoltà emotive. Qualcuno testualmente mi ha detto: se lo dici tu..ci credo. Ed io dico loro: adesso non hai occhi per vedere ma se persisti riuscirai a vedere.

E’ molto evolutivo ripetersi quando vediamo ingiustizie, orrori, brutture, difetti, sbagli NON HO OCCHI PER VEDERE perché c’è dell’altro. io vedo quelle cose sotto l’influsso di un enorme velo che è stato messo di fronte ai miei occhi.

Sapessi quanta meraviglia rimane celata..quanta bellezza che apre il cuore e quanta perfezione c’è nel mondo!

 

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Lo scopo? Una vita di significato

Brano tratto da IL MOMENTO QUANTICO- risalire dopo aver toccato il fondo- Luigi Miano- Edizioni Lalbero-2012

Noi esseri umani siamo destinati a darci uno scopo, a dare un significato profondo alle nostre esistenze.

Sono certo che anche tu abbia uno scopo che possa trasformare la tua esistenza.

Sono certo che occorra dargli voce, riscoprirlo e farlo riemergere.

Sono sicuro che nel tuo cuore, in fondo al tuo cuore, ci sia una saggezza antica sia ti dica esattamente cosa fare della tua vita.

Scoprirai lo scopo con l’ascolto, da quel momento avverranno delle cose incredibili nella tua esistenza, avrai fatto più della metà del tuo cammino.

Scoprirai che il viaggio è più interessante della meta.

Cambierà per sempre la tua visione del mondo, della vita, di te stessa/a, il tuo rapporto con Dio, con la natura.

Lo scopo della vita è una vita che abbia un significato.

Dare un significato alla vita può sortire follia

Ma la vita senza significato è la tortura

Dell’irrequietezza e del desiderio vago

È una nave che anela il mare oppure lo teme

Edgar Lee Master

 il-momento-quantico

Noi abbiamo tutti gli strumenti, talenti e qualità per perseguire la nostra missione.

Il nostro vero scopo sarà collegato al servizio degli altri, dell’umanità. Qualsiasi cosa tu decida di essere e fare il servizio manifesterà il tuo entusiasmo (il Dio dentro di te).

Lo scopo va cercato in fondo al cuore. Perché il cuore?

Perché il cuore ha un campo elettrico sessanta volte più potente delle onde cerebrali e un campo magnetico 5000 volte più forte del cervello.

E’ il punto di collegamento tra essere umano e universo.

Cerca le tue risposte sempre nel tuo cuore. Sentirai quando sei sulla strada giusta perché il tuo cuore pomperà a meraviglia ed espanderà il suo potere a tutto l’organismo. E gli altri sentiranno il tuo potere magnetico quando sei dentro lo scopo e il significato della tua vita. Prova a parlarne con gli altri, rimarranno incantati dalla forza dei tuoi racconti. Diventerai un magnete vivente. Vivi nel cuore lo scopo della tua vita e cercalo in questo piccolo magnifico muscolo.

CONTINUA SU IL MOMENTO QUANTICO – risalire dopo aver toccato il fondo- Edizioni Lalbero

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Le felicità non è un merito

Ricordo ancora una frase di Fabio Marchesi ascoltata in un suo seminario: le persone hanno talmente alzato l’asticella della felicità che non la raggiungeranno mai.

Fammi spiegare meglio. Sono convinto, e lo sono da pochissime ore che la gran parte delle persone non  riesca a viversi la felicità perchè pensa inconsciamente di doverla meritare.  Fino a poche ore fa ero convinto anche io di dover meritare. Ero convinto di dovermi meritare due giorni di riposo dopo aver sgobbato ai miei progetti fino a farmi venire quasi un “coccolone”. Ero convinto di dovermi meritare la vacanza soltanto dopo un anno ininterrotto di lavoro, studio etc.  Ma chi ci ha messo in testa queste cazzate???

 

 

Il sistema ci inculca fin dai nostri primi anni di vita questa malsana idea.

Prima il dovere e poi il piacere. Ed allora la nostra felicità viene dopo e dopo…qualsiasi cosa. 

Non c’è nessuna regola scritta, non c’è una costituzione della felicità. A che serve soffrire per meritare? Allora è come sosteneva Leopardi o Shapenhauer la felicità è assenza di infelicità? Questi due signori geniali nel loro campo non hanno mai vissuto felicemente.

 La felicità è una scelta..e può essere qui ed ora. Sono convinto che non occorra meritare nulla, tu già la meriti. Tu meriti di essere felice per il solo fatto di essere in vita.

Con questo meccanismo del meritare si sta producendo una infelicità dilagante..e questo va a scapito dell’intera collettività. Può un genitore infelice crescere figli felici?

La felicità è nelle piccole cose, nella semplicità, nel liberarsi di tutto ciò che è in più. La felicità è l’emanazione dell’Amore autentico..

La felicità è dietro l’angolo se tu vuoi, se tu decidi e se ti togli dalla mente il rapporto con il  merito.

Con il cuore

 

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IL LAVORO COME AMORE

Credo che oggi ci sia una grande emergenza del lavoro. Oggi ci sono persone che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro(giovanissimi), ci sono persone che hanno perso il lavoro e non riescono a rientrarvi. Ci sono persone che si licenziano per la disperazione di dover accettare condizioni lavorative che vanno contro sè stesse. Ci sono persone che sopportano di lavorare senza alcun amore anzi direi con avversione.

Il lavoro è parte integrante della vita di un essere umano.

Non è un dovere e basta è qualcosa che può elevare la persona. Il lavoro sopportato o abbandonato o rifiutato oppure non trovato crea un danno alla persona ed alla collettività.

 

 

Quante persone incontro oggi che si percepisce che detestano la loro attività ed allora il servizio che offrono è scadente, non apprezzabile. A cascata tutto ciò ha delle ripercussioni sull’andamento della società e dell’economia.

Voglio riportare alcune frasi di Gibran dal profeta a proposito del lavoro: “…quando lavorate con amore v’impegnate verso voi stessi, verso gli altri e verso Dio. E cos’è lavorare con amore? E’ tessere la tela con fibre tratte dal cuore, come se il vostro amato dovesse poi indossarla. E’ costruire una casa con affetto, come se il vostro amato dovesse poi abitarci….”

Che bella questa descrizione del lavoro, credo che aiuti a riconciliarci..LAVORARE CON AMORE SIGNIFICA PENSARE AL DESTINATARIO DEL NOSTRO LAVORO ED AL SUO BENEFICIO, come se fosse la persona a noi più cara.

Ho provato sulla mia pelle cosa significa quello che racconta Gibran. Due lavori, da un lato quello che detestavo e dalll’altro quello che amavo con tutto il mio essere. Il lavoro che detestavo che produceva soltanto errori, superficialità e disprezzo. Non apportando alcun beneficio agli altri anzi direi più che altro danni. Dall’altro il lavoro eseguito con passione, con amore, con il cuore pensando a quanto stessi facendo del bene  chi ne beneficiava. C’è un abisso tra queste due posizioni..

Quando lavori per amore e con amore sei appagato, senti una sintonia con  gli altri, ti senti in pace. Quando lavori disprezzando sei stanco, sfiduciato, non ti senti a posto.

Gibran è molto duro su questo punto: ” Il lavoro è amore reso visibile. E se non sapete lavorare con amore ma solo con avversione, è meglio per voi che mettiate da parte il lavoro e vi sediate alla porta del tempio, prendendo l’elemosina da chi lavora con gioia”.

La soluzione di Gibran è simbolica e provocatoria. Io voglio darti delle soluzioni pratiche.

1) la prima possibilità è che se tu hai un lavoro che detesti cominci ad afrontarlo con spirito differente. Mettici amore, pensa ai destinatari del tuo lavoro. Metti amore in quelo che fai.

2)la seconda è possibilità è cercare ciò che veramente ami. Il lavoro che ti renderebbe felice ed un cui sai che sicuarmente potresti mettere tutto te stesso. Ed applicarti per renderlo il tuo unico lavoro.

3)Se tu hai perso il lavoro oppure lo stai cercando per la prima volta approfittane per non fermarti al primo lavoro che trovi. Cerca quello che ami, cerca quello che ami.

4)Quando non sai cosa fare siediti alle porte del tempio e rifletti, senti il tuo cuore.

Dammi tue notizie e rendimi partecipe

Con il cuore

Luigi

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LA RICERCA DELLA FELICITA’

http://luigimiano.com/blog/audiolibro/

 

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COME CREARE LA VITA CHE VUOI

Amica/o di COMUNICANDO E DINTORNI ciao,

voglio accompagnare la promozione del corso “Scegli la tua vita”” con questa mia lettera personale.

 

Ho deciso di scriverTi perché ritengo questo progetto formativo molto emozionante ed importante per la tua vita e per spiegarti di cosa si tratta e come nasce il seminario.

Come mi è venuta l’idea di creare un corso sullo scopo della vita, un corso di grande responsabilità e realmente impegnativo?

Sono convinto, spinto dalla forza della mia visione e vocazione, che quando nella propria vita si scopre qualcosa di straordinario si debba mettere a disposizione di più esseri umani possibile.

E sono d’altronde convinto che scoprire il primo livello di scopo della propria esistenza sia il momento, la scoperta, l’episodio più incredibile di una intera vita.

Il diffuso malessere dell’umanità, le malattie, il consumo esagerato di medicinali, il mal di vivere, sono collegati a questo vuoto interiore che io ho ben conosciuto.

Ho scoperto il mio scopo o meglio i miei scopi quando ho toccato il fondo, quando ho deciso di “non poterne più” e di voler veramente cambiare!

E poi sono accadute delle cose incredibili, dei cambiamenti profondi dentro di me e fuori di me. E’ scomparsa la paura, la malinconia ed è comparsa l’energia, l’entusiasmo, la messa in opera dei talenti e molto altro ancora.

Questo seminario ti darà la possibilità di entrare in contatto con la tua parte più profonda, con il tuo cuore…ed ascoltare la voce autentica di te che rimane da “troppo” tempo inascoltata, soffocata dalle voci altrui. La tua parte autentica inascoltata e dimenticata che ogni tanto si è fatta sentire.

Sono sicuro che tu hai uno scopo che possa trasformare la tua esistenza dandoti gioia, sono sicuro che in fondo al tuo cuore c’è una saggezza antica che ti dice esattamente cosa fare della tua vita.

Sarà una ricerca bellissima fatta insieme attraverso il racconto, le metafore, la riflessione, l’apprendimento, la scrittura, la meditazione etc…

Ti garantisco che ho messo in questo seminario innanzitutto il mio cuore e poi le mie conoscenze mettendole a tua disposizione al fine di fare delle scoperte sensazionali dentro di te.

Ti aspetto a giugno per questa intensa, unica giornata che mi auguro possa realmente cambiare la tua vita!

Quando avrai determinato il tuo scopo avrai fatto più della metà del tuo cammino, ci sarà da agire, da fare molto…ma cambierà per sempre la tua visione del mondo, della vita, del rapporto con Dio, comincerà un cammino di amore inteso come sintonia, equilibrio e pace interiore.

 

Con il cuore

Luigi Miano

 

Ti aspetto al Seminario “Scegli la tua vita” (da vittima a padrone)”, a Roma giugno 2011, info: corsiset@gmail.com , tel: 349-7238491, 366-2077953, www.corsiset.it

 

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LA RICERCA DELLA FELICITA’

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